Porti, D’Alfonso sfida Marsilio

Fondi Masterplan Pescara e Ortona, il senatore Pd smentisce la giunta: gli appalti si possono fare
PESCARA . Un confronto con il governatore Marco Marsilio, una «discussione frontale dalla quale far emergere che nulla è perduto», perché «ogni procedura può riassorbire un mese di pigrizia, purché si metta fine a questo grave errore». È quanto auspica l’ex presidente di Regione, Luciano D’Alfonso. Il senatore Pd, presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, lancia «un’operazione verità» sui finanziamenti dei porti di Pescara e Ortona e sulla questione delle 22 opere del Masterplan che la giunta di centrodestra ha deciso di de-finanziare temporaneamente per poter dirottare i fondi europei all’emergenza Covid-19. D’Alfonso, carte alla mano, parla di «confusione voluta tra le risorse reali in dotazione e quelle che sono state vendute come risorse ottenute ulteriormente, ma in realtà soltanto richieste» e invita ad appaltare subito tutto ciò che è appaltabile.
RISORSE DISPONIBILI. Ricordando di aver prodotto, durante il suo mandato, «risorse impareggiabili e imparagonabili» per un totale di 2,8 miliardi, poi «passate di mano» dopo le elezioni, il senatore afferma che «un’amministrazione che deve procedere a realizzare infrastrutture deve sapere esattamente quali risorse ha in dotazione. Ci sono 32 milioni di euro per il porto di Pescara e 69 milioni di euro per il porto di Ortona», dice. «Risorse conseguite dalla Regione che io ho governato attraverso il Masterplan da una parte e la delibera Cipe del 28 febbraio 2018 dall’altra. Le risorse aggiuntive di cui si è parlato in questi giorni, cioè i 22 milioni in più per Pescara e i sei per Ortona», afferma ancora il senatore Pd, «sono risorse aggiuntive soltanto richieste. Non può un’amministrazione pubblica confondere ciò che richiede con ciò che ha ottenuto per procedere all’attività di gara. Non si può venire in Abruzzo», sottolinea l’ex governatore, "e rivendicare come risultato conseguito solo ciò che è stato richiesto».
«SI PERDONO ANNI». D’Alfonso invita il centrodestra ad evitare «l’alcolismo» che ha portato la giunta regionale, nei giorni scorsi, «a ritenere come opportuna una delibera che sospende, cioè revoca, le risorse assegnate con il Masterplan per i principali obiettivi strategici della regione. Non è possibile sostenere», osserva il senatore, «che una revoca con la dicitura di temporaneo significhi una revoca innocua. Tutti sanno che se si tolgono risorse finanziarie non si può proseguire nell’attività amministrativa. Significa perdere anni di tempo, non giorni, come hanno provato a rivendicare coloro i quali si sono macchiati di quella responsabilità. Mai mi sarei sognato di de-finanziare e non è vero», ribadisce, «che la formula temporaneamente significa non aver de-finanziato».
«APPALTARE TUTTO». L’ex governatore lancia un appello a Marsilio e alla giunta: «Appaltiamo tutto quello che c’è da appaltare, cioè i 32 milioni per Pescara e i 69 per Ortona, evitiamo il gioco degli immaturi che quando si è all’opposizione si nega il lavoro degli altri e quando si è in maggioranza si ruba il lavoro degli altri e lavoriamo con la maturità documentale per aumentare le risorse». Il riferimento è anche alla riunione della commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni, dove l’Abruzzo è andato «senza documenti», che significa «non essere efficaci», svela D’Alfonso documenti alla mano, spiegando che «nel decreto c’è scritto che Regione Abruzzo rispetto alle esigenze che poneva non aveva la documentalità occorrente».
CREDIBILITÀ. Per il senatore Pd è una questione di credibilità, perché «non si è credibili se, avendo una montagna di risorse che non si appaltano, ci si presenta col cappello in mano per avere ulteriori risorse soltanto per poter rivendicare qualche millimetro di merito». Solo dopo gli appalti D’Alfonso sarà disponibile a fare la sua parte da «bestia da soma» e a fare in modo che «l’ululato di richiesta di ulteriori risorse vada in porto. Ma prima», conclude, «sarebbe bello vedere i cantieri aperti».

