Porto, contestati i lavori «Serve un altro progetto»

6 Marzo 2016

Francavilla, Di Renzo contro Luciani: «Così aumenterà solo l’erosione» Oggi la protesta degli ambientalisti: «Serviranno altri 7 milioni di euro»

FRANCAVILLA. Il progetto del porto non va bene così, e va cambiato. È questa la posizione, oggetto di un’interrogazione consiliare, del capogruppo Pd Stefano Di Renzo. La realizzazione dell'approdo per la piccola pesca e turismo non piace al consigliere così come non piace agli ambientalisti e a una parte della sinistra. Questa mattina, infatti, in piazza Sirena è presente un gazebo promosso da Uniti a Sinistra nel quale si parlerà proprio dei lavori che stanno per ripartire. Moreno Bernini e gli altri appartenenti al movimento parleranno dell’approdo argomentando la loro tesi secondo la quale per rendere funzionale l’approdo servirebbero almeno altri 7 milioni di euro, e non solo i 2,5 concessi dalla Regione.

L’idea che il progetto del porto sull’Alento sia impattante visivamente e a livello ambientale è di vecchia data: lo sostengono gli ambientalisti, che ne fanno un discorso di erosione della spiaggia, ed anche quella parte del centrosinistra più lontana dall’amministrazione Luciani. Nell’ultimo consiglio di venerdì scorso, Di Renzo ha trattato il tema dicendo che «il sindaco si vanta del porto di Francavilla, ma quello è un progetto del 2005, nato male e che ha comportato un’erosione senza precedenti per la sua posizione, e in più soggetto a insabbiamento. La mia proposta è quella di apportare una variante migliorativa al progetto modificandolo in parte e rendendolo un’infrastruttura meno pesante. Così come si sta per procedere, mi sa tanto di fumo negli occhi pre elezioni». Nei giorni scorsi Luciani ha già spiegato che il porto, che l'amministrazione aveva trovato sequestrato dalla magistratura, è vincolato a un progetto e che gli stessi fondi che lo finanziano non possono essere destinati ad altre spese. La ditta incaricata completerà le opere a mare nel giro di poco più di 200 giorni, ottenuta ormai da oltre due mesi la Valutazione di impatto ambientale. Prima che l’approdo fosse sequestrato, per l'avanzamento dei lavori erano stati spesi poco meno di due milioni di euro. A questa somma andrebbero aggiunte altri 300 o 400 mila euro di danni provocati dalle mareggiate e dal cantiere fermo dal 2009. Due giorni fa, Augusto De Sanctis dei Movimenti per l’Acqua ha sollevato la questione del ripascimento di sabbia nelle zone erose dal mare a causa della posizione del porto. Ma Roberto Angelucci, che era sindaco quando il progetto è stato approvato, non ci sta e risponde: «Francavilla, dal dopoguerra, non ha mai avuto tanto mare quanto ora. Il progetto non è impattante, è perfettamente sostenibile e va realizzato così. Gli ambientalisti bloccando quell’opera 7 anni fa hanno bloccato indirettamente anche i lavori sul terzo depuratore».

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