Pescara

Porto insabbiato e caro gasolio. L’armatore Verzulli: “Fermiamo le barche, basta”

17 Marzo 2026

Pescara. L’armatore invita gli altri a fare altrettanto in segno di protesta e attacca l’associazione “Grosso”: «Non si può più aspettare, si rischia ogni giorno di rompere le imbarcazioni, serve una protesta»

PESCARA. «Il porto è inagibile, qui non si scava da dieci anni: ci dobbiamo fermare». Fabrizio Verzulli, uno dei volti storici della marineria pescarese, lancia il grido d’allarme di una parte arrabbiata e delusa del settore, non allineata con l’associazione “Mimmo Grosso” presieduta da Doriano Camplone.
L’ultimo problema in ordine di tempo è il caro gasolio causato dalla guerra esplosa in Medio Oriente che ha fatto schizzare i prezzi del carburante alle stelle anche per i pescatori che lo acquistano a cifre calmierate, avendo bisogno di enormi quantitativi per muovere le loro imbarcazioni ogni giorno. Il costo negli ultimi giorni è raddoppiato: «Abbiamo subìto un aumento del 50%: da 67 centesimi a 1 euro e 25 al litro, nonostante per noi sia defiscalizzato visto che ne consumiamo quintali ogni giorno», spiega Verzulli che ha deciso di fermarsi, dando un segnale a tanti suoi colleghi.
«Non si può più andare in mare a questi prezzi, dovremmo vendere il pesce a peso d’oro. Ho fermato la barca, ora basta». E il motivo di questo “sciopero” non è solo il costo del carburante. Il vero ostacolo al mondo della pesca oggi a Pescara è il porto. «Sì, il problema è il porto insabbiato: tra poco ne chiederemo la chiusura. Così com’è, è inagibile», prosegue Verzulli, tra gli organizzatori della storica Regata dei Gonfaloni. Dentro la darsena non si contano ormai i danni per le imbarcazioni ormeggiate: «Perché lì non si è mai scavato in questi anni. E fuori dal canale è stata semplicemente scavata una sorta di canale, con i fanghi accumulati ai lati: presto anche quelli franeranno al centro e diventerà impossibile attraversare anche il canale. Ripeto: allo stato attuale è impossibile andare in mare per molti di noi». Verzulli ha già subito un danno notevole alla sua barca: «Ho rotto l’elica a causa del fondale troppo basso, un danno che mi è costato 20mila euro, a tanto ammonta la riparazione di una componente così importante di un peschereccio. I problemi ci sono soprattutto per chi ormeggia dal ponte del Mare verso l’interno, chi è dall’altra parte invece riesce a uscire perché c’è ancora un po’ di profondità. Ma non si agisce così: bisogna pensare a un comparto unito».
E Verzulli attacca: «Nonostante questi problemi, ci sono barche che continuano a rischiare ogni giorno, entrando e uscendo dal porto, nonostante i guasti continui». Il riferimento è ai colleghi dell’associazione “Mimmo Grosso”. «Non rappresenta tutta la marineria e, finora, non ha fatto nulla di concreto per il porto. Io e qualche altro collega stiamo raccogliendo delle firme per farci sentire, bisogna combattere. Così non si può più andare in mare. In settimana si fermeranno anche gli altri».
E conclude: «Bisogna fare una manifestazione pacifica, fermare tutte le barche, far vedere alla politica che il problema esiste. Gli altri protestano, ma vanno in mare lo stesso. Non si può andare avanti così, uscire e distruggere le barche. Dobbiamo essere uniti nella protesta, altrimenti non saremo mai credibili agli occhi della politica».

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