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Tassisti, la contesa in aeroporto. Pescara accusa Chieti di illeciti

17 Marzo 2026

Il Consorzio pescarese invia una Pec alla Regione e chiede di verificare l’operato (e i turni) dei colleghi. L’assessore comunale teatino replica: «Polemica infondata, prima di puntare il dito portino prove»

PESCARA

È il solito e infinito braccio di ferro. Nel piazzale dell’aeroporto d’Abruzzo torna ad accendersi lo scontro fra tassisti pescaresi e teatini, riaprendo una frattura che da anni accompagna il servizio taxi dello scalo pescarese. Ad accendere la miccia, questa volta, è il sistema delle turnazioni con il presidente del Consorzio tassisti Pescara (Cotape) Antonio Abagnale, che ha deciso di rivolgersi direttamente alla Regione per chiedere «di verificare la regolarità e la legittimità dell’attuale situazione adottata dal Comune di Chieti rispetto alla normativa nazionale e regionale che regolamentano il settore».

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Secondo quanto riferito dal presidente Abagnale il problema consiste nella presa di posizione dei tassisti teatini dello scalo pescarese, accusati di «non avere una turnazione rigida» e di «arrivare anche a 18 ore di lavoro, mettendo a rischio la sicurezza della clientela». Abagnale si appella così all’articolo 5 del decreto regionale per l’aeroporto, che disciplina l’organizzazione del servizio obbligando i Comuni di Pescara e di Chieti — gli unici titolari delle licenze necessarie per operare nello scalo — a regolare la turnazione per l’avvicendamento dei taxi negli stalli aeroportuali per la copertura del servizio. Inutili, finora, i confronti con i vertici del Comune teatino. Ma se il presidente lamenta l’assenza di una risposta concreta dopo gli incontri effettuati con il sindaco Diego Ferrara e l’assessore comunale Manuel Pantalone, quest’ultimo non ci sta e fa scudo con il regolamento. «Il decreto non ci obbliga a turni rigidi, ma solo a garantire il servizio», replica Pantalone, «ed è quello che facciamo, sempre nel rispetto della normativa vigente». Davanti allo stallo, il Consorzio tassisti ha scelto la linea dura: Abagnale ha affidato l’incarico all’avvocato Giandomenico Croce che, per conto del Cotape, ha notificato una comunicazione ufficiale – avente come oggetto “Regolamentazione turnazione servizio da piazza Comune di Chieti presso Aeroporto d’Abruzzo” – al dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione, all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) e, infine, ai Comuni di Pescara e di Chieti.

LA PEC INVIATA ALLA REGIONE

Il Comune di Chieti «ha ritenuto di adottare una turnazione flessibile senza orari definiti. Tale situazione, oltre a essere in espresso contrasto con la normativa di settore, ostacola concretamente il controllo del servizio da piazza, creando altresì una conclamata e indebita concorrenza sleale tra i tassisti del Comune di Chieti, estranei a ogni forma di effettiva turnazione, e i tassisti del Comune di Pescara soggetti a un rigoroso regime di turnazione, come richiesto dalla normativa vigente», e poi conclude, «decorsi inutilmente 30 giorni, il Cotape preavvisa la proclamazione di uno stato di agitazione della categoria». Così è scritto nero su bianco nella pec indirizzata tramite legale alla Regione. A chiarire la posizione del Consorzio, che conta circa 40 tassisti pescaresi, è lo stesso presidente: «Il sindaco Ferrara continua a dire che le turnazioni rigide non si possono fare perché ha poche macchine, ma non è vero. Inoltre, senza una turnazione rigida è come se autorizzasse i tassisti a lavorare dalle 6 di mattina fino a mezzanotte. Questi lavorano 18/19 ore di seguito. Si tratta di una questione di sicurezza, non possiamo rischiare. La Regione deve quindi intervenire, perché i vigili neanche riescono a fare i controlli dal momento che non sono a conoscenza delle turnazioni».

CHIETI REPLICA

Sul punto, l’assessore Pantalone ha replicato con «l’assenza di un obbligo normativo circa la rigidità dei turni», aggiungendo inoltre che «qualsivoglia accusa – prima di essere detta – deve essere documentata. In sede commissione taxi abbiamo deciso di adottare una turnazione flessibile sia per non penalizzare i tassisti e sia perché la normativa non ci impone di adottare la turnazione rigida. Aggiungo che tali turnazioni si potrebbe attuare se avessimo tante licenze, ma dal momento che ne abbiamo solo 16 non posso costringere un taxi a rimanere fermo nello stesso punto per ore, lasciando scoperte altre zone della città dove, invece, i tassisti potrebbero svolgere il loro lavoro con continuità. Se poi Abagnale afferma che lavorano 18 ore di fila, ne portasse le prove: per me conta cosa dicono le carte, quindi lo documentassero. Detto questo, a ognuno le sue competenze».