Porto, lavori a gennaio. Ma parte l’esposto

22 Dicembre 2016

La Regione annuncia il cantiere per diga e barriera. Gli ambientalisti chiedono di annullare i 2 appalti

PESCARA. L'esposto all'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), al ministero delle Infrastrutture e alla Procura della Repubblica con la richiesta di annullamento dei due appalti per la realizzazione della barriera soffolta e dell'apertura della diga foranea del porto viene depositato nel giorno in cui il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e il comandante della capitaneria di porto Enrico Moretti annunciano tra flash e telecamere l'avvio dei primi lavori «entro gennaio».

A quasi un anno dall'aggiudicazione da parte del Provveditorato alle opere pubbliche, per un curioso caso del destino, il futuro dello scalo cittadino sembra sbloccarsi proprio nel momento in cui le carte arrivano sul tavolo della magistratura. A firmare il documento di 9 pagine è Augusto De Sanctis, presidente della onlus Stazione ornitologica abruzzese. Le discrepanze individuate riguardano innanzitutto la conclusione della procedura di valutazione ambientale prima dell'aggiudicazione della gara, poi la competenza sulla Valutazione d'impatto ambientale (Via), la possibile incompatibilità del progettista Luciano Di Biase e infine la frammentazione di un'opera unitaria in più procedure, secondo l'accusa in contrasto con le norme europee. In particolare, la gara da 1 milione e 200mila euro per il progetto esecutivo della barriera soffolta, i cui lavori sono stati annunciati entro gennaio, è stata avviata 22 giorni prima dall'avvio della procedura di valutazione ambientale (il 29 ottobre 2015) e aggiudicata 18 giorni prima della conclusione del periodo delle osservazioni del pubblico (il 16 dicembre 2015) e oltre un anno prima della decisione del Comitato Via. L'appalto da 3 milioni e 350mila euro per il progetto definitivo per il taglio di 70 metri della diga foranea, annunciato ai primi di marzo, è stato invece avviato 14 giorni prima della conclusione del periodo delle osservazioni del pubblico (il 21 dicembre 2015) e aggiudicato 11 mesi prima della decisione del Comitato Via (il 28 gennaio 2016). Nell'esposto si chiede, poi, di valutare la compatibilità di Di Biase, da un lato progettista del taglio della diga e dall'altro commissario all'Autorità di Bacino. In quest'ultimo ruolo ha sottoscritto elaborati sull'iter amministrativo del nuovo piano regolatore portuale rendendo conformi gli interventi proposti dal Provveditorato. Infine, sulla base delle norme comunitarie, gli ambientalisti ritengono che i due progetti in quanto opere portuali devono essere assoggettati a Via da parte del ministero dell'Ambiente, senza passare per la verifica di assoggettabilità regionale, e ritengono «illegittimo, dal punto di vista delle norme che regolano gli appalti e di quelle di carattere ambientale» aver scorporato in due procedure diverse opere che di fatto costituiscono un intervento unitario.

Il programma degli interventi prevede tempi stretti. I lavori della barriera sommersa cominceranno dopo l'adeguamento del progetto esecutivo alle prescrizioni del Comitato Via e la successiva conferenza dei servizi. Per la diga foranea, invece, bisognerà attendere 45 giorni per il deposito del progetto esecutivo, che dovrà recepire le prescrizioni. Complessivamente, nella riunione di martedì sono state imposte 15 prescrizioni. «E' un progetto che rischia di diventare carta straccia», ha tuonato Lorenzo Sospiri (Forza Italia), annunciando l'apertura di una class-action con tutti gli operatori economici pescaresi «con richiesta danni a tutti i membri della commissione, al progettista e al direttore dei lavori».

«Come già accaduto per la vicenda Ryanair», replica Alberto Balducci (Pd), «il porto tornerà a essere funzionale e Sospiri sarà costretto ad applaudire l'ennesimo successo di questa amministrazione».

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