Porto turistico senza pace Il cantiere non riparte

22 Agosto 2018

Francavilla, congelato il milione di euro necessario per completare la struttura I lavori non potranno riprendere a settembre e l’apertura è destinata a slittare 

FRANCAVILLA. Tutto era stato rimandato al mese di settembre, data per la ripresa dei lavori per il completamento del porto turistico della città, ma ancora una volta un ostacolo burocratico sbarra la strada all’amministrazione comunale e al sindaco Antonio Luciani, e stavolta, forse, in maniera definitiva. Il primo cittadino afferma infatti che «il Comune di Francavilla non ha ancora ricevuto il benestare da parte della Corte dei Conti, quindi il denaro non è ancora pervenuto fisicamente nelle casse comunali».
Tutte le carte relative al finanziamento dell'Fsc (Fondi per lo sviluppo e la coesione) sono dunque ancora bloccate a Roma, e dei soldi che sarebbero dovuti arrivare dopo la seduta e delibera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) non vi è alcuna traccia.
Ma non è finita, Luciani aggiunge: «La mia preoccupazione maggiore è che c’è la concreta possibilità che questi fondi rientrino nel decreto Milleproroghe emanato dall’attuale governo gialloverde e che faccia quindi parte di quei finanziamenti che l’esecutivo ha deciso di bloccare. Se così fosse, occorrerà impegnarsi e trovare un’alternativa, un piano B. I lavori vanno ovviamente ultimati, è un obiettivo che mi sono posto e non intendo non raggiungerlo, l’ho promesso ai miei concittadini». I fondi, che ammontano a un milione di euro, rischiano quindi di non arrivare e i lavori di non riprendere, perché senza fondi non può essere pubblicato alcun bando per la loro conclusione.
È solo l’ultima delle difficoltà a cui il Comune ha dovuto far fronte da quando sono iniziati i lavori per la realizzazione del porto, ormai più di dieci anni fa, nel 2007.
Tra le più eclatanti ci sono i sigilli affissi dalla Guardia di finanza nel 2009 che ponevano l’intero cantiere sotto sequestro dopo diverse denunce da parte di Legambiente che ne dichiarava l’inadeguatezza date le precarie condizioni ambientali della zona limitrofa alla foce del fiume Alento.
Sequestro rimasto valido fino all’elezione, nel 2011, dell’attuale primo cittadino che è poi riuscito a riprendere in mano la situazione riavviando i lavori con un cospicuo finanziamento di oltre due milioni di euro ottenuto nel 2016 che ha permesso alla ditta appaltatrice, Nuova Oceanus Orca di Trani, di terminare l’installazione delle scogliere e delle strutture in calcestruzzo.
Il porto, se ultimato, potrà ospitare 162 barche, compresi gli ormeggi per le imbarcazioni e i pontili galleggianti. Ma l’apertura, attesa nel 2019, rischia ora di slittare sine die.
©RIPRODUZIONE RISERVATA