Positivi 1.345, i guariti sono 74 Albani: «Reggiamo l’impatto»

Per il responsabile regionale delle maxi emergenze «la curva del contagio si sta mantenendo su una previsione mediana». Ieri sono emersi solo 52 nuovi casi. Le vittime a quota 102
PESCARA . Superano quota cento, in Abruzzo, le vittime dell'emergenza coronavirus, ma è anche record di guariti. Quattordici i decessi comunicati ieri nel bollettino della Regione Abruzzo: il totale sale a 102. I guariti sono 74. Continuano ad aumentare i pazienti positivi, che salgono a 1.345. Tra modelli di previsione ottimistici e pessimistici, gli esperti sottolineano che, analizzando i dati reali, la curva del contagio riflette le previsioni intermedie, con circa 1.500 pazienti positivi entro la fine di marzo.
NUOVI CASI. Sono 52 i nuovi casi emersi dalle analisi del laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, anche attraverso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Quattordici fanno riferimento alla Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, sette alla Asl Lanciano Vasto Chieti, 18 alla Asl di Pescara e 13 alla Asl di Teramo. I pazienti ricoverati in ospedale sono 391, 69 dei quali in rianimazione, mentre altri 778 sono in isolamento domiciliare.
LE VITTIME. Quattordici i nuovi decessi: un 86enne di Catignano, una 96enne di Civitella Casanova; un 88enne di Castiglione Messer Raimondo, un 78enne di Montebello di Bertona, una 77enne di Città Sant’Angelo, un 92enne di Loreto Aprutino, un 66enne, una 85enne, un 71enne, un 85enne, una 58enne e un 65enne di Pescara, un 83enne di Spoltore e un 75enne di Codogno, che era stato trasferito all'Aquila dalla Lombardia.
MORTI PADRE E FIGLIO. In zona rossa, a Castiglione Messer Raimondo, il paese più colpito in Abruzzo, le vittime aumentano rapidamente. Sei le persone morte negli ultimi due giorni, facendo salire il tragico bilancio a 14. Tra i decessi, quelli di padre e figlio: il primo, 88 anni, è morto ieri, il secondo, 51 anni, domenica. Una tragedia che colpisce una famiglia, ma che diventa emblema della difficile situazione che il paesino, dove si contano 56 casi su poco più di duemila abitanti, sta vivendo.
TAMPONI A TAPPETO. E proprio da Castiglione arriva una misura che potrebbe aprire una strada percorribile in tutte quelle zone in cui ci sono dei focolai: tamponi a tappeto a partire da domani. In prima battuta i test, su indicazione dei medici di base, verranno effettuati a domicilio e riguarderanno i soggetti con sintomi di Castiglione e degli altri comuni della vallata; poi i controlli, attraverso postazioni fisse, verranno estesi a tutti coloro che, per lavoro, sono esposti quotidianamente a rischio contagio. «Un piccolo passo avanti che ci consentirà di avere un quadro più delineato dei contagiati, già infinitamente troppi per la nostra realtà», commenta il sindaco di Castiglione, Vincenzo D'Ercole, dalla sua abitazione, dove si trova in isolamento dopo essere risultato a sua volta positivo.
LA CURVA DEL CONTAGIO. Dati alla mano, il responsabile regionale delle maxi emergenze, Alberto Albani, spiega che «la curva di progressione del contagio si sta mantenendo su una previsione mediana, quella dei 1.500 Covid positivi. Un numero elevato», dice, «ma che il nostro sistema sanitario regionale è in grado di assorbire, pur sottolineando che la partita non si vince a livello ospedaliero ma territoriale e adottando comportamenti corretti».
CORSA CONTRO IL TEMPO. E' una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di frenare il contagio. Oltre all'isolamento sociale, una delle armi a disposizione è la diagnostica. In tal senso si continua a lavorare per implementare la capacità di effettuare i tamponi, grazie alle attività combinate dell'ospedale di Pescara, dell'Università di Chieti e dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Albani aggiunge che tutta la rete di «emergenza ed urgenza si è trasformata per rispondere alle esigenze della pandemia, e gli ospedali si sono dotati di un piano che prevede la riconversione dei reparti di medicina e geriatria. Gli altri pazienti», spiega, «vengono trasferiti, di volta in volta, nelle aree mediche degli ospedali più piccoli o nelle case di cura private. Tutto questo consente di aumentare i posti di terapia intensiva e sub intensiva». Alle Asl, infine, oltre a trecento dispositivi per il monitoraggio dei pazienti in terapia intensiva, ieri sono stati distribuiti dodici ventilatori in base ai posti letto e ai pazienti, in attesa che un numero più adeguato possa essere sbloccato sul mercato.
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