Post-sisma, 13mila edifici da ricostruire in Abruzzo

3 Settembre 2020

Il commissario Legnini: «I lavori sul pubblico vanno velocizzati»

L'AQUILA. A quattro anni dal sisma del Centro-Italia, il Rapporto sulla ricostruzione, presentato dal commissario, Giovanni Legnini, fa il punto su ciò che è stato fatto e, soprattutto, su quanto ancora c'è da fare. Sono oltre 80mila gli immobili danneggiati tra Abruzzo, Lazio, Marche e Molise, 50mila dei quali, il 62% del totale, con un danno ritenuto grave. Il focus sull'Abruzzo fornisce cifre dettagliate sugli edifici privati danneggiati, ben 12.941, di cui 6.382 con danni lievi e 6.559 duramente colpiti dal terremoto. La macchina della ricostruzione, finora, si è mossa ad un ritmo tutt'altro che spedito: appena 338 i cantieri avviati in regione. «La lentezza dei piani urbanistici affidati ai comuni va rapidamente superata», dichiara Legnini, che ha anche annunciato di voler aprire 5mila cantieri nei prossimi sei mesi.
RICOSTRUZIONE PRIVATA. Il Covid ha tirato il freno a mano della ricostruzione «che già procedeva lentamente e che è stata condizionata», si legge nel rapporto, «dal blocco delle attività e dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria». In Abruzzo, per quanto riguarda la ricostruzione privata, sono state presentate 2.077 domande, di cui 338 accolte, 141 respinte e 1.598 in lavorazione. Sono stati avviati 338 cantieri, di cui 187 in corso. 151 gli edifici riparati. 1.559 le richieste di contributo per danni lievi sul residenziale, con 1.212 pratiche in lavorazione, mentre per le attività produttive sono 56 le richieste: 17 accolte, 21 respinte e 18 in lavorazione. Sul fronte degli edifici più danneggiati le richieste di contributo sul residenziale sono 328, di cui 301 in lavorazione. 134 quelle riferite alle attività produttive: di queste 38 accolte, 29 respinte e 67 in lavorazione.
ORDINANZA 100. «Per imprimere un’accelerazione a questo processo, l’ordinanza 100, che attua un principio previsto da una legge del 2019, attribuisce ai professionisti il compito di autocertificare le conformità urbanistiche e determinare l’importo del contributo per la riparazione o la ricostruzione dell’immobile, e stabilisce tempi massimi per i compiti dei comuni, degli Usr, delle eventuali conferenze chiamate a esprimersi sui vincoli», chiarisce Legnini, «i tempi per la concessione del contributo, con la nuova procedura, arrivano ad un massimo di 110 giorni, nei casi più complessi. Con l’ordinanza varata il 21 agosto scorso si consente il recupero delle domande già presentate, circa 8 mila, e una "lavorazione" secondo le nuove regole per arrivare a definizione nel tempo più breve possibile». I dati parlano di 5.325 progetti approvati in totale nel cratere, di cui 2.544 già realizzati e 2.758 cantieri privati aperti; 1.405 le opere pubbliche finanziate.
RICOSTRUZIONE PUBBLICA. «La ricostruzione pubblica procede con lentezza a causa della complessità che caratterizza le procedure di affidamento dei servizi tecnici e dei lavori», il commento del commissario, «con il decreto semplificazioni mi sono stati conferiti poteri speciali per le opere urgenti e caratterizzate da particolare criticità, e per quelle da realizzare nei centri storici distrutti. Dopo la conversione del Decreto inizierà la fase di attuazione, dalla quale ci attendiamo lo sblocco delle situazioni più complesse». A fronte di 2,1 miliardi di euro impegnati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, circa il 10% del totale. A questi si aggiungono 26,8 milioni di euro concessi direttamente ai comuni, con l’ordinanza 104, per il completamento di interventi già avviati e la realizzazione di nuove piccole opere. Due numeri su tutti: dei 250 interventi sulle scuole, sono state avviate 88 gare di affidamento e affidati 56 incarichi. Sei i cantieri in corso e 17 quelli conclusi. Su 942 chiese da ristrutturare nelle quattro regioni colpite dal sisma Centro Italia, sono state avviate 12 gare e affidati 31 incarichi. 45 i cantieri aperti e 100 i lavori conclusi.
SOSTEGNO ALL'ECONOMIA. «Nel corso del primo semestre 2020, in coincidenza con l’emergenza Covid-19, si è deciso di fornire al sistema impegnato nella ricostruzione post sisma tutta la liquidità possibile», fa sapere Legnini, «con il pagamento dell’anticipo del 50% ai tecnici sui progetti presentati e il pagamento alle imprese dei lavori effettuati nei cantieri. Nello stesso tempo è stata costituita una cabina di regia a Palazzo Chigi, cui è demandata la finalizzazione di un fondo da 50 milioni di euro per l'anno in corso, dedicato al sostegno delle attività produttive». Nel Decreto legge di agosto, oltre all’estensione, per tutto il 2021, dello stato di emergenza nel cratere del sisma 2016 è prevista la proroga, per il prossimo anno, dei benefici della Zona franca urbana, «nell’attesa di poterne definire una nuova articolazione». Tra le misure contenute nel Decreto anche il rimborso della Tari ai comuni del cratere sismico 2016 e lo slittamento del recupero delle bollette elettriche, sospese da quattro anni, con un nuovo regime di agevolazione per i titolari di utenze relative a immobili inagibili.
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