«Poste, no alla privatizzazione»
Presidio regionale dei dipendenti domani in via Ravenna
PESCARA. La Slp-Cisl di Pescara (segretario Sergio Di Febo) e le altre organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Failp Cisal, Ugl, Confsal, hanno svolto sul tutto il territorio della provincia di Pescara delle assemblee per comunicare ai lavoratori postali le ragioni dello sciopero.
«Il governo», spiegano i sindacati, «con decreto legislativo vuole vendere ulteriore quota del 29,7% allargando i termini della privatizzazione fino al 65% del capitale azionario. La privatizzazione di Poste avrebbe con il cambiamento della sua missione di carattere sociale un effetto immediato dismissioni di uffici postali di piccola e media entità . Altra nota dolente è l'introduzione del nuovo progetto dei giorni alterni, vedi delibera dell’Agicom: ciò comporterebbe ricadute occupazionali con perdite di posti lavoro intorno alle 300 unità in Abruzzo. E infine la visione di un’azienda finanziaria potrebbe portare a uno spacchettamento con la dismissione dei servizi postali che attualmente oggi perde 700 milioni annui. Alla luce di questo, i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane saranno chiamati allo sciopero per l'intera giornata per la difesa del futuro dell'azienda e del proprio lavoro».
L'appuntamento sarà domani alle 9,30 in via Ravenna, angolo corso Vittorio, dove ci sarà un presidio regionale per sensibilizzare la cittadinanza tutta e per denunciare l'ennesimo attacco ai servizi sociali a danno della collettività.

