Posti al Sud: test unico l’11 giugno

9 Maggio 2021

Selezionati 8.582 candidati su oltre 80mila. All’Abruzzo toccano 243 assunzioni

Fissata, dal 9 all’11 giugno, la data per l’unica prova scritta digitale relativa al concorso per 2.800 “assunzioni al Sud”. Hanno presentato domanda in oltre 80 mila, in 8.582 faranno la prova. In Abruzzo previste 243 assunzioni che saranno a tempo determinato per 36 mesi. Complessivamente, quindi, su 2.800 le assunzioni sono così ripartite: 1.412 esperti tecnici, 918 esperti per gestione rendicontazione e controllo, 177 funzionari per progettazione e amministrazione territoriale, 169 esperti amministrativi e giuridici, 124 esperti analisti informatici. Le domande sono state presentate sulla base dei titoli e delle esperienze lavorative pregresse. Le prove in due sessioni giornaliere nelle cinque sedi decentrate individuate in Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia.
È la prima volta che un concorso pubblico si svolge secondo la cosiddetta modalità semplificata fast track, che permetterà di concludere in 100 giorni tutte le procedure, dalla pubblicazione del bando in Gazzetta Ufficiale alle graduatorie finali. Inoltre i tempi saranno ridotti a un’ora e non saranno utilizzati carta e penna. Cinque saranno le commissioni esaminatrici per ognuno dei profili messi a concorso. Secondo il crono programma, fin qui rispettato, la pubblicazione delle graduatorie definitive per le assunzioni è prevista dal 30 giugno al 9 luglio. L’età media degli 81.150 candidati, di cui oltre la metà donne (il 55,2%), è di 35,4 anni e quasi il 30% ha meno di 30 anni. Dalla Sicilia (20.381) e dalla Campania (18.361) è arrivato il più alto numero di candidature. I 2.800 tecnici qualificati, che saranno assunti con contratti della durata massima di 36 mesi, avranno il compito di irrobustire la capacità amministrativa in diversi enti di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con particolare riguardo alla gestione dei progetti europei. Si tratta di giovani laureati e figure tecniche altamente specializzate in grado di operare nel campo della digitalizzazione, della transizione ecologica, dell’inclusione e della coesione sociale.
I profili che dovranno essere assunti per rendere operativo quello che il governo ha definito “Piano di rigenerazione amministrativa”, affiancano alle tradizionali figure già incluse tra le fila delle pubbliche amministrazioni - come ingegneri e architetti - anche nuove competenze, in particolare tecnici ingegneristici, esperti in gestione, rendicontazione e controllo, progettisti, animatori territoriali e di innovazione sociale, amministrativi giuridici e process data analyst. I giovani selezionati andranno a costituire dei gruppi di persone o anche società di servizi, con spiccate competenze specialistiche, ma il governo è anche alla ricerca di tecnici che saranno fondamentali per lo sviluppo dei progetti previsti dal Recovery Plan, per far sì che questi vengano attuati entro i termini prestabiliti. Si è scelto di far partire il progetto dal Sud Italia, perché è proprio alle regioni meridionali che sarà destinata una buona parte delle risorse del Recovery Fund.