«Potevamo morire tutti»

9 Settembre 2024

Lo spavento della mamma: «I bambini giocavano con la bici, poi un boato»

ELICE. La voce di mamma Moana trema, non riesce ancora a crederci. Davanti ai suoi occhi, questione di attimi, e si sarebbe consumata una strage. «Potevamo fare tutti una brutta fine», dice a mezza voce mentre cerca di raccontare quei momenti di terrore, «i miei bambini stavano giocando proprio lì con le bici». Esattamente qualche minuto dopo, in quello stesso punto in cui i nonni avevano allestito un’area giochi per i loro piccolini, ieri mattina, intorno alle 11, si è schiantato un ultraleggero con a bordo due uomini. La ruota della bici rosa della sua bimba è rimasta incastrata sotto il muso dell’aereo, a pochi metri c’è anche il monopattino. «Tre minuti prima saremmo stati lì», continua Moana, «vicino alla macchina, c’era mia figlia che giocava tranquillamente».
Ieri, per mamma Moana e papà Marco era una domenica come tante in cui portavano i bimbi dai nonni, insieme avrebbero pranzato e passato la giornata d’estate insieme. E invece, la loro casa si è trasformata nel teatro di un incidente che fortunatamente non ha contato morti.
Manfredo Sagazio e Paolo Capio, pilota e passeggero dell’ultraleggero, sono rimasti feriti, ma non sono gravi.
«È stata una fatalità, una tragedia sfiorata davvero per pochi istanti», è il commento del sindaco di Elice Gianfranco De Massis, subito arrivato sul posto dello schianto, in via Tevere. Una storia che ha dell’incredibile per più motivi. Basti pensare che qualche minuto prima nel parco giochi della casa stavano giocando dei bimbi, o che uno dei piloti a bordo dell’aereo è uscito miracolato dall’incidente, proprio come accadde 16 anni fa a suo padre Luciano.
«Poteva veramente succedere una tragedia», ancora incredulo il sindaco, «un forte boato in tutto il paese, è stato davvero un miracolo». In linea d’aria mancavano circa 700 metri alla pista in cui i due esperti del volo, Paolo e Manfredo, avevano intenzione di atterrare. Ma un vuoto d’aria o un guasto al mezzo ha fatto mancare l’obiettivo e causato l’incidente. «Chi vola da anni ed è della professione sicuramente sa di cosa parliamo», dice De Massis, «un vuoto d’aria ti fa perdere rapidamente il controllo del mezzo».
Durante un “vuoto d’aria”, infatti, l’aereo perde improvvisamente quota non perché manchi l’aria, ma perché incontra una forte corrente che lo trascina verso il basso a forte velocità. Questo è quello che potrebbe essere accaduto ai due uomini. «Per pochi centimetri l’aereo non ha impattato contro un traliccio dell’alta tensione», prosegue, «sarebbero rimasti lì». E ancora: «Poteva diventare una strage». I due bimbi, in giardino con la mamma, sono i nipotini del proprietario della nota carrozzeria di via Tevere, che ha l’abitazione proprio al lato dell’officina. «Quando la nonna si è resa conto del miracolo», conclude il sindaco che ha contattato telefonicamente i due nonni, «si stava sentendo male, a tratti sveniva». (e.g.)
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