Poveri, 4mila cure mediche gratuite

30 Luglio 2019

Bilancio di un anno di assistenza sanitaria alla onlus Allegrino

PESCARA
Ben 3.648 prestazioni erogate in un anno. E' il dato di sintesi dell'attività del poliambulatorio "Domenico Allegrino” (presidente della onlus è Antonella Allegrino), la struttura di via Alento in cui vengono assistite, quotidianamente e in forma gratuita, centinaia di persone che non riescono a sostenere il costo delle cure mediche a causa delle difficili condizioni economiche in cui versano. Inaugurato a luglio del 2007, il poliambulatorio opera per rispondere ai bisogni socio-sanitari delle fasce più fragili e disagiate della popolazione. Circa 30mila sono complessivamente le prestazioni erogate nei 12 anni di attività, grazie all'impegno di medici, infermieri, assistenti alla poltrona, addetti all'accoglienza, psicologi e assistenti sociali. . Il poliambulatorio "Domenico Allegrino" non gode di finanziamenti pubblici e non è convenzionato Asl: la sua attività è basata esclusivamente su donazioni private, sul lavoro di un centinaio di volontari (fra medici, infermieri, assistenti alla poltrona e addetti all'accoglienza, che ogni giorno dedicano parte del loro tempo all'assistenza di chi più ne ha bisogno) e sulla presenza di 8 ragazzi del servizio civile nazionale e di persone in affidamento per la messa alla prova nell'ambito di percorsi di giustizia riparativa. Tra i pazienti, il 70% è costituito da persone di nazionalità italiana e il 30% da immigrati. Periodicamente, il poliambulatorio realizza iniziative di prevenzione per ipertensione, malattie dermatologiche, ecografie neonatale, prevenzione a livello alimentare. Il centro è aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 19. Il sabato mattina dalle 9 alle 12.
Tra gli amici dell'associazione "Domenico Allegrino" onlus, che hanno visitato il Poliambulatorio, Tara Gandhi, nipote del Mahatma Gandhi, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, il comico Giobbe Covatta e Alessio Vincenzotto, marito di Elisa Girotto, la donna di Spresiano (Treviso) che, prima di morire, ha lasciato doni alla figlia fino al compimento del 18esimo anno.