Povero mare d’Abruzzo Solo sei Bandiere Blu
Bocciate Giulianova, Roseto, Francavilla, San Vito e Rocca San Giovanni Bene Silvi. L’unico comune con tutta la spiaggia promossa è Fossacesia
PESCARA. Come se non bastassero i recenti dati sulla qualità del mare, le polemiche sui fiumi e sui depuratori non funzionanti, alla vigilia della stagione balneare arriva un altro duro colpo: l'Abruzzo continua ad essere in caduta libera per quanto riguarda le Bandiere Blu, il riconoscimento della Fondazione per l'educazione ambientale (Fee) che premia le località per la qualità delle acque di balneazione, ma anche per il turismo sostenibile, l'attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche. Ebbene, la nostra regione, dopo le quattro dello scorso anno, ha perso altre due Bandiere scendendo a quota 6, vale a dire l’ottavo posto su scala nazionale. Una discesa iniziata tre anni fa e che continua ad essere ripida: 14 Bandiere nel 2013, 10 nel 2014, 8 l’anno scorso e solo 6 quest'anno, lontano dalla Liguria, prima in classifica con 25 vessilli, ma anche dalla vicina (e confermata) Marche, (terza in classifica con 17 Bandiere).
CHI ENTRA CHI ESCE. Per una località che torna nella graduatoria, Silvi, ne spariscono tre, eccellenti: Roseto, Francavilla e San Vito Chietino. Bandiere Blu anche a Tortoreto, con la Spiaggia del Sole, a Pineto, con il Lungomare dei Pini-Pineta Catucci, a tutta la costa di Fossacesia, a Vasto (solo nel tratto della scogliera che va da Punta Penna e Vignola) e a San Salvo (Marina e zona Fosso Molino). Il Teramano, pur perdendo Roseto, con il ritorno di Silvi conferma le sue tre Bandiere, mentre il Chietino registra perdite secche, passando da cinque a tre: escono Francavilla (Lido Alcyione) e San Vito (Molo sud, Calata Turchino-Rocco Mancini).
Rimangono fuori dai giochi Giulianova - dove la questione Bandiere blu nelle ultime settimane ha fatto discutere non poco - e Rocca San Giovanni, ex “regina” della Fee, con il sindaco che lo scorso anno aveva attribuito la mancata assegnazione al sequestro dei numerosi depuratori gestiti dalla Sasi in vari comuni, compresi due impianti proprio a Rocca San Giovanni.
IL MARINA E I LAGHI. Per quanto riguarda gli approdi turistici, è stato confermato il riconoscimento al porto turistico Marina di Pescara mentre sul fronte dei laghi, nella particolare graduatoria continua a non esserci alcun bacino abruzzese.
IL LITORALE DOC. Di fronte a risultati deludenti, un dato positivo in Abruzzo c’è: la Fee, ancora una volta e per il quindicesimo anno consecutivo, premia Fossacesia, riconoscendo la Bandiera Blu a tutto il litorale del territorio comunale, cinque chilometri di spiaggia, unico caso in Abruzzo e tra i pochi in Italia nei quali venga premiata tutta la spiaggia di un Comune, senza eccezioni.
IL CONFRONTO. Eppure a livello nazionale, crescono le località d'eccellenza lungo tutta la penisola. Quest'anno possono fregiarsi della Bandiera Blu 152 comuni rivieraschi (cinque in più del 2015), per un totale di 293 spiagge (280 lo scorso anno) e 66 approdi turistici.
I criteri guida per l'assegnazione delle Bandiere Blu vanno dalla “assoluta validità delle acque di balneazione” (devono avere una qualità eccellente) all'efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi.
Sul podio, dopo Liguria c’è la Toscana (19 e un nuovo ingresso) seguita dalle Marche (17) e dalla Campania (14 Bandiere confermate, un nuovo ingresso e un'uscita); stessa sorte per la Puglia, con 11 bandiere, un nuovo ingresso e un'uscita. L'Abruzzo non esce bene neanche dal confronto con le regioni confinanti considerato che pure il Molise, i cui chilometri di costa sono di gran lunga inferiori a quelli abruzzesi, continua a vantare le sue tre Bandiere (Termoli, Petacciato e Campomarino, mentre la candidatura di Montenero di Bisaccia è stata respinta). L’Abruzzo, è evidente, paga una situazione d’emergenza che si è trascinata per troppo tempo e che quest’anno ha già portato a 18 i tratti di costa vietati alla balneazione, otto dei quali con divieto permanente. Tutto questo mentre è già portato il solito scaricabarile tra enti per affibbiare la responsabilità del tonfo.
Lorenzo Dolce
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