«Pp1, il nuovo quartiere è privo di verde e arredi»

Iniziativa dei comitati per raccogliere in un gazebo le segnalazioni dei residenti Strade senza marciapiedi e carenza di negozi tra le altre emergenze segnalate
MONTESILVANO. Raccogliere segnalazioni, criticità, ma anche consigli e suggerimenti per rendere più gradevole e vivibile il quartiere. Con questo obiettivo i comitati Saline-Marina-Pp1 e il Gabbiano, costituitisi negli ultimi anni per affrontare le problematiche della zona più nuova della città, il Pp1, hanno promosso un gazebo sul lungomare per incontrare residenti e turisti.
Dopo le assemblee pubbliche organizzate durante i mesi invernali, i promotori dei due comitati hanno deciso di scendere in strada per consentire ai montesilvanesi di esprimere più facilmente il proprio punto di vista in merito a un quartiere dall’alto potenziale, ma ancora ricco di criticità.
Tanti gli argomenti affrontati dai promotori dell’iniziativa, capeggiati dall’architetto Giuseppe Di Giampietro, con chi ha deciso di partecipare alla raccolta firme promossa per chiedere all’amministrazione comunale una maggiore attenzione nei confronti del Pp1 che, secondo le aspettative delle amministrazioni passate e di chi ha acquistato negli ultimi decenni in questa zona la propria abitazione, sarebbe dovuto diventare il quartiere più prestigioso di Montesilvano. Per una serie di ragioni, tuttavia, il Pp1 stenta a decollare e sono ancora troppi i problemi lamentati da chi vi risiede. Grandi strade senza marciapiedi, poca vegetazione e arredi urbani inesistenti, piazza Germania presente solo sulla carta e corso Strasburgo, completato a metà, con tutte le saracinesche dei locali commerciali abbassate.
Al centro dell’attenzione, poi, soprattutto la grande piazza realizzata dal costruttore D’Andrea sul “curvone” di via Aldo Moro, recentemente intitolata al Venezuela attraverso un sondaggio lanciato dall’amministrazione comunale al quale hanno partecipato molti esponenti della comunità italo-venezuelana rientrata dopo la crisi del Paese sudamericano. «Molti di noi hanno investito nell'acquisto di abitazioni nel quartiere Pp1», evidenzia Carmen Passariello, manager turistica rientrata dal Venezuela da una decina di anni e tra le promotrici del gazebo, «anche se siamo delusi dalla scarsa apertura locale alle opportunità offerte da investitori e cittadini che qui si sono trasferiti». Sulla nuova piazza Venezuela, i cittadini lamentano in particolare i pochi alberi, l’assenza di arredi urbani, la presenza di un enorme prato di difficile manutenzione, privo di cestini e di illuminazione, ma anche l’assenza di segnali che indichino il nome della piazza. Ed è per questo che, attraverso un laboratorio creativo, i comitati hanno deciso di apporre la targa che mancava, realizzando una grande scritta con i colori della bandiera venezuelana. «La speranza», sottolineano i promotori dell’iniziativa, «è che si riesca a completare presto questa piazza e il disegno della nuova città, con la partecipazione dei cittadini e di decisori all'altezza delle domande poste dai residenti».
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