Precari in corsia senza futuro

26 Maggio 2021

Preziosi in piena emergenza, ora tornano a casa: chiesti i concorsi per le loro assunzioni

PESCARA . Hanno fornito un contributo fondamentale nel pieno della pandemia, lavorando a ritmi sostenuti, senza risparmiarsi nonostante l’incerto futuro professionale. Ora per loro viene chiesta la stabilizzazione. Il gruppo consiliare della Lega, capogruppo Vincenzo D’Incecco, e firmataria la consigliera Simona Cardinali, hanno avanzato una risoluzione sulla situazione degli oss (operatori socio sanitari) per impegnare il presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore alla sanità Nicoletta Verì, e la giunta a creare le condizioni perché i direttori generali delle Asl procedano ad indire concorsi pubblici che prevedano un punteggio aggiuntivo per coloro che hanno collaborato nella gestione dell’emergenza.
Lo strumento di indirizzo politico è stato licenziato all’unanimità dalla quinta commissione consiliare Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro. «La risoluzione è stata accolta con favore da Verì, che ha assicurato il suo interessamento presso le Asl della nostra regione», ha commentato D’Incecco.
Nel documento viene premesso che «l’emergenza pandemica in atto ha determinato uno straordinario carico di lavoro per le Asl abruzzesi con necessità di reperimento di personale medico e sanitario. In particolare, sussiste tuttora la necessità di operatori socio-sanitari in grado di supportare adeguatamente il personale medico ed infermieristico». Il personale, spesso precario, ha dimostrato particolare senso di abnegazione e dedizione al sacrificio, operando in condizioni particolarmente rischiose e difficili.
Quindi viene rilevato che «risulta doveroso offrire adeguate opportunità al personale socio-sanitario precario, in termini di partecipazione a concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato presso le Asl regionali, concorsi nei quali deve essere congruamente valorizzato il servizio prestato nelle stesse Asl durante la fase dell’emergenza iniziata nel febbraio 2020». Senza contare che la loro permanenza in servizio «rappresenta un indubbio dato valoriale per la stessa azienda sanitaria di cui occorre tenere debitamente conto». (a.s.)