Premi e applausi alle eccellenze della medicina

17 Ottobre 2016

Luminari d’Italia riuniti nella sala Tinozzi della Provincia Riconoscimenti agli abruzzesi Mastropasqua e Presutti

PESCARA. Davvero tanto Abruzzo nella prima edizione del “Premio Medicina Italia” ieri mattina, nella sala Tinozzi della Provincia. Una platea d’eccezione per una cerimonia curata dall’associazione “Ulisse 2000” e dall’agenzia “Promozione Spettacoli” di Montesilvano che da anni curano anche la versione regionale del premio. A fare gli onori di casa è stato il presidente della Provincia Antonio Di Marco alla presenza di primari come Achille Lococo, Carlo Garufi, Roberto Lattanzio, Saverio Alberti, Giandomenico Palka e i rettori di Chieti e Tor V ergata, a Roma, Carmine Di Ilio e Giuseppe Novelli.

La rassegna, presentata in diretta online sul sito cronacheabruzzesi.it dal giornalista di Rete 8 Paolo Castignani, ha visto protagoniste la robotica e la riabilitazione pediatrica del Santobono Pausilipon di Napoli con la direttrice generale Annamaria Minicucci; tramite Maurizio Nespoli, responsabile dell’innovativo progetto europeo Core, del Centro oncoematologico di Reggio Emilia, con il direttore scientifico Massimo Costantini; l’Oftalmologia e centro di alta specializzazione dell’ospedale clinicizzato di Chieti con il direttore Leonardo Mastropasqua, l’otorinolaringoiatria del Policlinico di Modena di Livio Presutti e la genetica medica del “Bambino Gesù” di Roma con il Premio alla Carriera a una vera icona del settore come Bruno Dallapiccola.

«Sono tornato da Trani per ricevere questo premio a cui tengo in modo particolare», ha detto Mastropasqua, «dopo il primo trapianto di cornea telecomandato in Europa del 2006 e l’applicazione della robotica nella cataratta siamo diventati una scuola di alta specializzazione. Con il Masterplan dovrebbero arrivare risorse importanti (20 milioni di euro, ndc) per guardare al futuro con ottimismo visto che l’Abruzzo ha creduto sin dal primo momento nella ricerca». Ha dimostrato di non essersi dimenticato della sua terra d’origine un commosso professor Presutti: «Se ho raggiunto dei risultati professionali importanti lo devo alla mia tenacia ma soprattutto alla mia famiglia e a Città Sant’Angelo che porto sempre nel cuore, se nessuno è profeta in patria, capirete la mia gioia dopo tanti riconoscimenti ricevuti in giro per il mondo. Siamo stati i pionieri nell’endoscopia dell’orecchio e delle tecniche mini invasive e continuiamo su questa strada che ci ha regalato delle grosse soddisfazioni. Per alcuni tumori la chirurgia resta ancora l’arma migliore anche se abbiamo un grande problema in prospettiva, dal momento che più del 70 per cento dei nostri giovani che studiano medicina non vogliono fare i chirurghi».

Paolo Minnucci

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