Premio alla scienziata Santuccione: «È per Luana»

10 Maggio 2021

La dedica della ricercatrice alla giovane mamma morta in fabbrica. I complimenti del ministro Orlando

CEPAGATTI. La ricercatrice di Cepagatti, Antonella Santuccione Chadha, co-fondatrice e Ceo del Women’s Brain Project (WBP) e Head of Stakeholder Engagement presso Biogen, ha ricevuto il premio Women in Healthcare innovation 2021 award. Unica italiana tra le 16 scienziate premiate per la ricerca in campo sanitario. L’ennesimo riconoscimento proietta Santuccione, che da anni vive e lavora in Svizzera, nell’Olimpo delle donne più influenti in ambito scientifico. Tanto da ricevere, via Twitter le congratulazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, che ha scritto: «Orgogliosi che tra le 16 donne premiate come innovatrici nella sanità ci sia una scienziata italiana, Antonella Santuccione. Il riconoscimento del valore del suo lavoro, del merito e del suo impegno sono il modo migliore per fare passi avanti sulla strada della parità di genere». Messaggio accolto con entusiasmo dalla stessa Santuccione: «Lieta e grata", ha detto la scienziata, «di ricevere il plauso del ministro Orlando. Il premio Women in Healthcare innovation 2021 award è un importante riconoscimento che condivido con Luana D’Orazio (la giovane operaia morta nell’incidente sul lavoro in Toscana, ndc). Women’s Brain Project si impegna strenuamente per difendere la salute delle donne e degli uomini tramite Precision medicine e l’analisi delle caratteristiche di genere».
La scienziata di origini abruzzesi ha ricevuto, lo scorso anno, il World Sustainability Award per la medicina di precisione orientata al sesso e al genere. Un risultato che riconosce il lavoro pionieristico nell’esplorare come le differenze di sesso e genere possano influire sulle malattie mentali e cerebrali e nel valorizzare un sistema sanitario più inclusivo e sostenibile. Antonella Santuccione è un medico con una vasta esperienza in patologia clinica, neuroscienze e disturbi psichiatrici. Attualmente lavora al Biogen come Head of Stakeholder Engagement. In precedenza, ha lavorato con Swissmedic, la Bill and Melinda Gates Foundation, la Commissione europea per la salute e la sicurezza alimentare, l’Organizzazione mondiale della sanità, Roche e diverse organizzazioni per la malattia di Alzheimer. Il suo impegno è fortemente orientato alle differenze di sesso e genere «proprio come porta d’accesso alla medicina di precisione». Nel 2019 è stata nominata Donna dell’anno, in Svizzera, dalla rivista Women in Business. Il legame tra Santuccione, una delle massime esperte in malattie del cervello e della mente, con particolare attenzione alle donne, e l’Abruzzo non si è mai spezzato: la ricercatrice ha ispirato il progetto dell’ospedale Covid di Pescara, inaugurato a maggio dello scorso anno, e di recente, insieme a Maria Teresa Ferretti, ha pubblicato il libro “Una bambina senza testa” (Edizioni Mondo Nuovo), che «come in una perfetta storia di investigazione», dice Santuccione, «si prefigge lo scopo di esplorare la malattia mentale e del cervello e scoprire le differenze che esistono tra uomini e donne».
Il libro, dal forte contenuto autobiografico, propone un dialogo appassionante Tra due amiche scienziate, che riesce a coniugare teoria ed esperienza clinica, di vita vissuta, offrendo al lettore un viaggio di conoscenza originale e inedito. «Abbiamo cercato di spiegare come le malattie del cervello e della mente sono come tutte le altre malattie, dove qualcosa si rompe e smette di funzionare, e che meritano perciò attenzione e cura e non stigma o assenza di speranza», le parole di Santuccione. (m.p.)