«Premio Flaiano dimenticato dalla Regione»

Tiboni, presidente dell’associazione, polemizza sulla distribuzione dei fondi per gli eventi culturali
PESCARA. «Dimenticato» è una parola che non va proprio giù a Carla Tiboni, presidente dell’associazione culturale Ennio Flaiano, che da 46 anni assegna i premi internazionali intitolati al celebre sceneggiatore, scrittore e critico nato a Pescara nel 1910. Due giorni fa, in consiglio regionale all’Aquila, durante il dibattito sulla variazione di bilancio che dava fondi a varie manifestazioni culturali, la minoranza ha parlato appunto di «Flaiano dimenticato». Infatti per l’ultima edizione, da poco conclusa, dall’Emiciclo non sono arrivati finanziamenti. «Non ho l’abitudine di polemizzare, ma cerco sempre di capire le motivazioni», dice la Tiboni, 55enne avvocatessa pescarese che dal 2017 presiede l’associazione, «non mi chiedo perché altri abbiano ricevuto fondi, ma piuttosto perché non ne abbia avuti il Flaiano. Mai come quest’anno, nel caso ce ne fosse stato bisogno, il Premio ha dimostrato la propria importanza, ha ricevuto l’attenzione del mondo culturale e dagli organi di informazione nazionali. Ecco, io vorrei che ci fosse maggiore chiarezza sulla questione. I finanziamenti a pioggia sono cose superate», continua la Tiboni, «oggi ci sono avvisi a cui si partecipa, e bisogna avere requisiti quali attività di valore pluriennale, direzione artistica di personalità di riconosciuto spessore culturale e manageriale, impegno per la crescita artistica di un territorio e anche per il suo sviluppo economico attraverso l’indotto. Vorrei capire perché fino a ieri la Regione, nelle legislature di centrodestra e centrosinistra, abbia sempre considerato meritevole il Flaiano di fondi e oggi non più».
Nell’ultima edizione la manifestazione ha mostrato vitalità e capacità di crescere, con iniziative quali i premi riservati ai giovani o il riconoscimento alla carriera al fotografo Steve McCurry. «Il Flaiano non è una semplice passerella, ma un momento di contatto con personaggi di caratura nazionale e internazionale, che non si limita a una serata di premiazione», rivendica la Tiboni, «ha come direttore artistico Riccardo Miani, uno dei registi che vanno per la maggiore; stiamo già lavorando a una 47esima edizione che, senza perdere di vista i grandi attori, registi e sceneggiatori, guarderà ancora di più alle nuove generazioni e a un tessuto culturale a cui bisogna dare respiro e visibilità; cerchiamo di avere maggiore contatto con realtà cinematografiche e con associazioni come Anica, Apa, Siae. Andiamo avanti lavorando per gli abruzzesi e per la nostra regione, per far sì che lo sviluppo continui a passare anche per la cultura. Vedere accostata la parola “dimenticato” al Flaiano lo ritengo grave, anche se di certo il Flaiano non è stato dimenticato dal pubblico, dal Comune di Pescara o dagli sponsor privati che ne hanno capito l’importanza. Mi chiedo il perché di questo “dimenticato”, ma la risposta in questo momento non me la so dare, e per ora non posso che rispondermi alla Flaiano: “La situazione è grave, ma non seria”».

