Presi 15 spacciatori tra i locali della movida

La guardia di finanza arresta un gruppo di africani senza fissa dimora Nascondevano la droga anche nei bagni di due bar: esercizi a rischio chiusura
PESCARA. «Ce l’hai le caramelle?» o «ce la facciamo una birretta?» oppure «ci prendiamo un gelato?». Intercettati dalla guardia di finanza, i 15 spacciatori che lavoravano nel centro di Pescara, tutti africani e tutti senza fissa dimora, parlavano così con i loro clienti pescaresi. Poche parole, semplici e dirette per abbattere la barriera della lingua e concludere in fretta gli affari: gli incontri per la vendita di marijuana e hascish avvenivano, poi, nelle strade del centro. Sotto gli occhi della gente a passeggio. E anche a un passo dai locali della movida, tra piazza Muzii e via Cesare Battisti.
Sono 10 le persone arrestate all’alba di ieri nell’operazione Santa Caterina, un’operazione che prende il nome della piazza del centro della città in cui avvenivano i traffici: le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di 8 cittadini senegalesi, 6 marocchini e un nigeriano, tra Pescara, Montesilvano e nel Foggiano dove alcuni degli indagati si erano spostati. Per altre 5 persone è scattato l’obbligo di dimora. Di tutti gli indagati solo 5 sono in regola con il permesso di soggiorno: gli altri sono irregolari.
E dopo gli arresti, adesso, due bar del centro rischiano la chiusura: i finanzieri, guidati dal comandante provinciale Vincenzo Grisorio e dal comandante del nucleo di polizia tributaria Michele Iadarola, hanno documentato che gli spacciatori sfruttavano quei locali per nascondere la droga da vendere. Per questi due bar, di cui non è stato rivelato il nome, la finanza ha chiesto la chiusura alla questura e il questore Francesco Misiti si pronuncerà a stretto giro. In un anno di indagini c’è già un precedente al riguardo: nel 2016 quando uno spacciatore fu scoperto a nascondere la droga nel controsoffitto dei bagni del Bingo di via Michelangelo, la questura ne dispose la chiusura temporanea.
Con gli arresti di ieri la finanza ha chiuso il cerchio intorno a una rete di piccoli spacciatori, tutti cani sciolti, protagonisti però di scambi di droga anche alla luce del sole. Cessioni che i residenti hanno visto e denunciato alle forze dell’ordine: quelle segnalazioni sono state preziose e hanno indicato alla finanza la strada da seguire. Perché gli spacciatori avevano ideato una strategia quasi perfetta per sembrare puliti: andavano in giro solo con singole dosi addosso per evitare arresti e per evitare di perdere la droga in caso di sequestri. Le altre dosi venivano nascoste, ma sempre a portata di mano: di solito sotto una panchina, vicino a un cestino dei rifiuti, accanto alle ruote di una certa macchina. Oppure all’interno dei locali, il più delle volte nei bagni. Un modo per provare a beffare le forze dell’ordine rispondendo, durante i controlli: «Questa droga non è mia e non so di chi sia». Ma di fronte all’intraprendenza degli spacciatori, gli investigatori hanno risposto in due modi: con le intercettazioni e con i classici pedinamenti e riprese video. Proprio così è stato possibile dimostrare l’attività di spaccio. Cessioni di droga filmate e clienti fermati subito dopo gli acquisti: gli acquirenti sono quasi tutti giovani pescaresi e, dopo essere stati trovati con la droga, sono stati segnalati alla prefettura come consumatori.
Pedinare i senza fissa dimora non è stato semplice perché ogni giorno poteva cambiare la loro base. All’alba di ieri, due persone sono state trovate nei ruderi dell’ex Enaip lungo la riviera nord della città, altri all’interno di appartamenti, un altro è stato trovato in strada nella zona dei Grandi alberghi a Montesilvano. Durante il blitz, a Pescara, uno degli arrestati si è lanciato da un balcone al primo piano per tentare di scappare ma il palazzo era circondato e non ha fatto tanta strada: è stato medicato al Pronto soccorso e, poi, portato al San Donato. In casa di un altro arrestato, i finanzieri hanno trovato anche due pitbull: gli animali sono stati affidati alla Asl.
Il provvedimento è stato emesso dal gip Gianluca Sarandrea su richiesta del pm Valentina D’Agostino: l’ordinanza di custodia è stata tradotta anche in francese per permettere agli indagati di leggerla correttamente. In un anno di attività, oltre alle misure di ieri, sono stati eseguiti altri 7 arresti in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti, 20 sono le persone denunciate con il sequestro di 4,5 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana e di 3.900 euro in contanti.
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