Presi i truffatori delle carte prepagate

30 Ottobre 2018

Tre pescaresi mettevano in vendita prodotti inesistenti facendosi pagare in anticipo: in due mesi bottino di 10mila euro

PESCARA. Vendevano on-line droni, macchine fotografiche, cerchi in lega, smartphone, motori fuori bordo e pc. Agli “internauti” interessati, mandavano anche la foto dell’articolo via whatsapp, e ci parlavano anche, per telefono, presentandosi con tanto di documento a chi ne faceva richiesta, tranquillizzando il potenziale acquirente sulla bontà dell’operazione e raccomandandosi di pagare in anticipo: ci avevano già rimesso, dicevano, con gente che prendeva la roba e poi non saldava.
Ma in realtà i truffatori erano loro, come ha scoperto la polizia Postale e delle comunicazioni di Pescara, coordinata dalla dirigente Elisabetta Narciso. Si tratta di tre persone residenti a Pescara, B.I. 23 anni, originario della ex Jugoslavia, e i pescaresi H.G., 21 anni e P.D.M.D. di 52, ai quali i poliziotti hanno notificato altrettante ordinanze di misura cautelare agli arresti domiciliari con le accuse di truffa on line e illecito utilizzo di carte di credito. Proprio grazie alle carte prepagate, intestate a persone che in cambio di qualche soldo cedevano le proprie generalità, i poliziotti della Polpost hanno scoperto la truffa, secondo round dell’operazione che a maggio ha portato la stessa polizia postale all’arresto di 13 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere dedita alla commissione di truffe e illecito utilizzo di carte di credito, e alla denuncia di altre 33 per un giro di affari di 210mila euro. Questa volta il terzetto in questione era riuscito a intascare circa diecimila euro in poco più di due mesi dalle truffe online messe in piedi dall’inizio del 2018 ai primi di marzo.
Gli investigatori li hanno scoperti continuando a monitorare, dopo il blitz di maggio, le carte prepagate che erano finite in quell’indagine dopo le denunce dei truffati. E seguendo quelle carte, come avevano fatto a maggio, gli investigatori sono andati a vedere dov’erano avvenute le riscossioni del denaro. E sebbene i truffatori si spacciassero agli acquirenti in luoghi diversi da Pescara e dall’Abruzzo, i poliziotti hanno scoperto che erano proprio a Pescara gli sportelli dove avveniva il recupero dei soldi provento di truffa. E dalle immagini delle telecamere sono riusciti a identificare i presunti truffatori, capaci di descrivere nel dettaglio gli articoli inesistenti che proponevano, pronti a soddisfare, anche da un punto di vista tecnico, tutti i dubbi degli acquirenti a cui fornivano generalità, numero di telefono e un contatto diretto. Una truffa quasi perfetta. «Il modo per evitare di essere truffati c’è», sottolinea però la dirigente Narciso. «Innanzitutto evitando di pagare in anticipo. Acquistando in una bancarella del mercato, accettereste mai di pagare con la promessa di ritirare il prodotto il giorno dopo? Il mercato online non è diverso». (s.d.l.)
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