Pretende i soldi e punta il coltello alla gola della madre: arrestato

18 Febbraio 2022

L’uomo maltrattava i genitori pur di ottenere il denaro per comprare droga e giocare d’azzardo Le vessazioni sono andate avanti per tre anni tra pesanti minacce di morte e arredi di casa distrutti

SAN GIOVANNI TEATINO. È arrivato a puntare un coltello alla gola della madre pur di ottenere i soldi per comprare la droga e giocare d’azzardo. Un 38enne di San Giovanni Teatino (non indichiamo il nome per tutelare l’identità delle vittime) è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Sambuceto con le accuse di maltrattamenti e rapina nei confronti degli anziani genitori. Dopo circa tre anni di soprusi, con la vita dei familiari trasformata in un inferno per quelle ripetute e ossessive richieste che oscillavano tra 100 e 150 euro al giorno, l’uomo è rinchiuso nel carcere di Vasto da mercoledì sera. Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani. Una liberazione per i parenti che, però, non può cancellare il dolore per quelle scenate diventate sempre più frequenti e furiose.
Nella casa di Sambuceto, le aggressioni sono cominciate quando l’indagato è finito nella trappola degli stupefacenti e della ludopatia: voleva, a tutti costi, denaro per comprare da bere e per giocare. La situazione è degenerata nel giro di poco tempo: si è passati dalle minacce ai danneggiamenti di suppellettili e arredi di casa. Un incubo quotidiano, tra vetri rotti e grida a ogni ora del giorno e della notte. E il 38enne, per raggiungere il suo obiettivo, era pronto ad alzare il livello della violenza, fino all’episodio più allarmante: durante uno degli ultimi litigi, l’arrestato – di fronte al diniego della madre – non si è fatto problemi a impugnare un coltello e a puntarlo alla gola della donna, riuscendo così ad appropriarsi dei soldi contenuti nella sua borsa.
A questo punto, i genitori hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto ai carabinieri e di presentare denuncia in caserma. A distanza di pochi giorni, il giudice ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, considerando la gravità delle azioni compiute dall’uomo e il pericolo che commetta nuovamente gli stessi reati.
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