Prime code al Grand Hotel per un posto da netturbino

1 Dicembre 2015

Al via le selezioni di Attiva che propone test di cultura generale a seimila aspiranti In fila giovani e disoccupati, tra i candidati c’è anche una ragazza della Val di Susa

PESCARA. C’è chi si è fatto accompagnare dai genitori, chi ha percorso centinaia di chilometri pur di esserci, chi ha perso il lavoro da tempo e che, pur avendo un congruo numero di anni di contributi previdenziali versati, ancora non può accedere alla pensione e chi, tra gli altri, un lavoro non l’ha mai ancora avuto.

Insomma, giovani e meno giovani, con esperienza e no, erano ieri al primo giorno delle pre-selezioni per 61 posti da operatore ecologico che l’azienda Attiva Spa ha messo a disposizione attraverso un concorso pubblico, che per numero di partecipanti è andato oltre qualsiasi aspettativa. L’azienda si aspettava circa 1.500 candidati, a presentare la domanda sono stati più del quadruplo: 6mila 84. E la speranza era il sentimento che ieri serpeggiava tra gli aspiranti dipendenti di Attiva. Tra questi Maurizio Cannella, 52 anni, di Spoltore, per anni libero professionista in una concessionaria di automobili di Montesilvano,che si è ritrovato improvvisamente senza un lavoro insieme con un’altra dozzina di colleghi.

«La sede della concessionaria, nella quale ho lavorato per 22 anni, ha purtroppo chiuso», racconta Cannella che, tra l’altro, molto conosciuto nel mondo dello sport, visto che come arbitro di calcio, negli anni ’90, arrivò ai massimi livelli regionali, per approdare poi – dopo aver occupato il ruolo di osservatore arbitrale, sempre per conto dell’associazione italiana arbitri - a diventare commissario di campo, in serie D, per la Figc. «Ora, purtroppo», sottolinea Cannella, che per andare in pensione dovrebbe aspettare circa sedici anni, «sono senza lavoro».

E c’è chi, pur di averne uno, si è sobbarcato centinaia di chilometri di viaggio. È il caso di Federica Circhirello, 21 anni, accompagnata dalla mamma, arrivata dalla provincia di Torino, in particolare dalla Val di Susa. «Devo ancora prendere il diploma», dice Federica, «ma nel frattempo ho grande necessità di lavorare. Poi, una volta ottenuto il lavoro, terminerei gli studi».

Storie diverse, ieri pomeriggio di fronte al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano, si sono sentite dalla viva voce dei candidati che si sono sottoposti al test, 30 domande in 35 minuti di tempo, improntato sulla cultura generale. Con un diploma in tasca preso al liceo scientifico, Alessandro Cannone, 28 anni, è arrivato dalla capitale. «Certo», rivela Alessandro, «sarei più contento di avere unm posto a Roma. Ma si va dove si trova il lavoro». Leo Castellucci ha 58 anni e non prende uno stipendio da tre: «Da cinque anni ho perso il lavoro», dice mentre si mette in coda per entrare al Grand Hotel, «poi sono venute meno anche le tutele di cui avevo diritto. Ero un agente di commercio e ho lavorato per 33 anni. Me ne mancano sette per arrivare alla pensione. Anche mia moglie è disoccupata, per fortuna in famiglia c’è mio figlio che ha un lavoro. La speranza», confida Castellucci, «è che al test riesca a rispondere correttamente a trenta domande su trenta». In fila, in attesa di sottoporsi alle prove di preselezione, c’è anche Luciano Castiglione, 54 anni. «Ho lavorato come cameriere in un ristorante», confida a un collega concorrente, «poi sono sorte alcune problematiche e questo lavoro è finito. Ora mi rendo conto», aggiunge Castiglione, «di avere un’età avanzata. Ma non sono scoraggiato. Anzi. E per me», precisa riferendosi a una eventuale occupazione come operatore ecologico, «potrebbe essere una svolta. Meno male che sono andare avanti con tanti lavori saltuari, anche se questa condizione è molto umiliante. E se riuscissi a ottenere questo lavoro», dice come parlando a se stesso, «pur provenendo da un’esperienza professionale diversa, mi adatterei immediatamente. In fondo, ci sarebbe anche un buon stipendio».

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