Prime nozze gay in Abruzzo con la legge Cirinnà
PESCARA. Approvata l'11 maggio, entrata in vigore il 5 giugno, la legge 20 maggio 2016, numero 76, meglio conosciuta come Cirinnà dal nome della senatrice prima firmataria del disegno di legge,...
PESCARA. Approvata l'11 maggio, entrata in vigore il 5 giugno, la legge 20 maggio 2016, numero 76, meglio conosciuta come Cirinnà dal nome della senatrice prima firmataria del disegno di legge, regolamenta le unioni tra persone dello stesso sesso. In virtù della nuova normativa, le coppie omosessuali vengono ufficialmente riconosciute dallo Stato. Denominato unione civile, l’istituto si formalizza di fronte al sindaco o altro ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni. Non sono previste le pubblicazioni. L'atto si registra nell'archivio dello stato civile.
I partner possono stabilire di assumere un cognome unico e s’impegnano all'assistenza reciproca e alla coabitazione. Non c'è vincolo di fedeltà. Per il patrimonio, vige il regime della comunione dei beni, a meno di diversa decisione. In caso di morte di uno dei coniugi, il partner ha diritto alla pensione di reversibilità e al Tfr. Per la successione, al superstite va il 50%, il restante agli eventuali figli. Per lo scioglimento dell'unione si applicano le norme sul divorzio, ma è discrezionale il periodo di separazione. La coppia unita civilmente non può adottare figli. Il prossimo matrimonio gay, sempre tra due donne, sarà celebrato a Pescara il 29 settembre dal sindaco Marco Alessandrini.
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