Primi matrimoni in Comune dopo la fine della quarantena

MONTESILVANO. Tornano i matrimoni civili a palazzo di città. Nella giornata di venerdì sono stati due i riti celebrati in municipio per unire altrettante coppie che hanno deciso di promettersi amore...
MONTESILVANO. Tornano i matrimoni civili a palazzo di città. Nella giornata di venerdì sono stati due i riti celebrati in municipio per unire altrettante coppie che hanno deciso di promettersi amore eterno, nonostante le difficoltà dell’emergenza coronavirus. Si tratta di Seck Momar e Samb Thioro Ndiaye, cittadini senegalesi ma residenti a Montesilvano, uniti in matrimonio dalla dipendente comunale Patrizia Di Domenicantonio, e Danilo Calandra e Jenny Tacconelli, con il rito celebrato dal sindaco Ottavio De Martinis.
Pochi invitati, tutti rigorosamente distanziati e con le mascherine, così come gli sposi, ma non per questo meno felici o emozionati. Si tratta di un bel segnale di speranza, come ha ricordato il primo cittadino condividendo le foto dei nuovi coniugi sulla pagina Facebook del Comune, che testimonia la voglia che tutti abbiamo di riprendere una vita normale.
Nel corso della fase 1, infatti, sono stati ben 31 i matrimoni civili che sono stati annullati, probabilmente per essere celebrati in un periodo più favorevole. Molti sposi in questo periodo hanno, infatti, scelto di attendere qualche mese in più per non dover rinunciare ai tradizionali festeggiamenti con amici e parenti.
Ma c’è anche chi ha preferito convolare a nozze ugualmente, per non permettere al coronavirus di avere la meglio sulla voglia di diventare marito e moglie. È il caso di alcune coppie che hanno pronunciato il proprio sì in piazza Diaz durante la fase del lockdown, potendo contare solo sulla presenza di due testimoni. La prima coppia a sfidare la quarantena per realizzare ugualmente il proprio sogno d’amore è stata quella composta da un ragazzo napoletano e una ragazza del Kazakistan, entrambi residenti a Montesilvano, che si sono uniti in matrimonio lo scorso 23 aprile, proprio nel pieno dell’emergenza sanitaria.(a.l.)
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