Primi profughi già arrivati Accolti nelle case a Pescara

28 Febbraio 2022

Dal pullman scendono donne e bambini, gli uomini sono rimasti a combattere

L’Abruzzo accoglie i primi profughi dall’Ucraina sotto assedio. Sono una decina, sono solo donne e bambini, perché gli uomini sono rimasti in patria a combattere. Sono scesi ieri pomeriggio a Pescara dal primo pullman di linea dall’Ucraina, che ha fatto toccata e fuga in Abruzzo prima di ripartire per il suo viaggio verso Lecce. Sul loro volto la paura e la stanchezza. Il loro arrivo era previsto per sabato. Partiti giovedì, hanno invece impiegato tre giorni per percorrere i 1.800 chilometri di strada che separano Leopoli da Pescara. Hanno incontrando code anche di 90 chilometri lungo la strada, un inferno dovuto alla fuga di massa dall’Ucraina in fiamme. Ad abbracciarli, familiari e amici connazionali già presenti in Abruzzo, che li hanno accolti nelle loro case, ma anche i volontari dell’associazione culturale cristiana italo-ucraina, che li assiste e che sta raccogliendo beni di prima necessità da rispedire già oggi verso l’Ucraina con lo stesso pullman. Un altro bus di linea carico di beni alimentari è partito ieri mattina.
Ma nel frattempo, dall’Abruzzo sono pronte a partire anche tende, brandine e coperte per allestire un campo profughi, probabilmente in Romania al confine con l’Ucraina: questo è quello che la Croce Rossa Italiana abruzzese ha caricato a bordo di cinque tir pronti alla partenza dall’Interporto di Avezzano. Dieci tra volontari, autisti ed esperti di logistica, sono pronti: aspettano il via libera e la destinazione ufficiale da parte del dipartimento di Protezione civile che è a capo dell’iniziativa.
L’ACCOGLIENZA ABRUZZESE
«Seppur con grandi difficoltà, riescono a partire dall’Ucraina, in particolare dalle zone più vicine al confine polacco, soltanto pullman di linea. A bordo, solo gli ucraini che hanno il passaporto per poter attraversare tutte le dogane dei paesi vicini e solo donne e bambini, perché gli uomini restano a combattere», spiega Carlo Sanvitale punto di riferimento per gli ucraini in Abruzzo insieme alla moglie Mayya Chupriy. I due sono infatti i responsabili abruzzesi dell’associazione culturale cristiana italo-ucraina, nata a Pescara nel 2002, due anni dopo quella nazionale che ha sede a Roma. Continua Sanvitale: «Tutti gli altri profughi stanno raggiungendo soprattutto la Polonia, ma anche la Romania. Per la loro accoglienza serve un impegno dei governi europei, se dovessero arrivare in Abruzzo noi saremo pronti a fare la nostra parte. In tanti, nella nostra regione, stanno mettendo a disposizione stanze e case per ospitarli».
GLI AIUTI IN PARTENZA
E poi c’è la raccolta di beni prima necessità. Ieri è partito da Pescara alla volta dell’Ucraina un pullman pieno di beni alimentari raccolti dagli stessi ucraini, con tutte le incognite dovute alle difficoltà di raggiungere un territorio in guerra. La speranza è di riuscire a portare l’aiuto almeno ai profughi che si trovano oltre i confini.
Ma un altro pullman partirà dall’Abruzzo oggi pomeriggio. «Servono soprattutto medicinali: antinfiammatori, antibiotici, emostasi, garze, bende, sistemi endovenosi, siringhe», dicono Sanvitale e Chupriy, che hanno organizzato una raccolta per questa mattina dalle 10 alle 13 nel parcheggio vicino alla stazione centrale di Pescara. Gli aiuti partiranno per l’Ucraina a bordo dello stesso pullman di linea che ieri pomeriggio ha portato a Pescara i primi profughi.
Ma tra le associazioni e realtà che si stanno muovendo attivamente per sostenere il popolo ucraino c’è anche la Croce Rossa. «Faremo la nostra la parte, come sempre, come di recente con i profughi afghani, quando il Governo italiano organizzerà il sistema dell’accoglienza nel nostro territorio», dice il presidente del comitato abruzzese della Cri Gabriele Perfetti. Intanto la Croce Rossa si è però già attivata. Innanzitutto ha preparato la partenza da Avezzano di cinque tir e 10 volontari che allestiranno un campo profughi, probabilmente in Romania vicino ai confini con l’Ucraina. «Questo è solo il primo passo, attendiamo gli sviluppi del conflitto», spiega Perfetti.
La Croce Rossa Italiana ha poi avviato anche una raccolta fondi «a sostegno delle enormi necessità cui stanno dando risposta senza sosta i volontari della Croce Rossa Ucraina. Mancanza di acqua, cibo, elettricità e assistenza sanitaria colpiscono centinaia di migliaia di persone. Il tutto, aggravato dalla pandemia di Covid-19 ancora in atto», come spiega la stessa associazione lanciando anche un appello alle parti in guerra per il rispetto del diritto internazionale umanitario. Le donazioni alla Croce Rossa per l’emergenza ucraina possono essere effettuate tramite bonifico. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web dell’organizzazione cri.it.