Primo contagio anche in Procura Scatta la “bonifica” degli uffici

12 Marzo 2020

Colpito dal Covid-19 un rappresentante delle forze dell’ordine addetto alla segreteria di un magistrato Sotto controllo sia il collega che lavora con lui nella stessa stanza sia un altro impiegato del tribunale

PESCARA. Giornata ad alta tensione ieri a Palazzo di giustizia, dopo che nel tardo pomeriggio di martedì scorso è stata resa nota la positività al coronavirus di uno degli addetti alla segreteria di un magistrato in procura. C'è stata una immediata mobilitazione con una serie di intensi contatti telefonici tra il presidente del tribunale Angelo Mariano Bozza e il procuratore Massimiliano Serpi. E ieri sono stati resi noti i provvedimenti drastici assunti per evitare un possibile contagio, che si aggiungono a quelli presi nei giorni precedenti.
Dalle prime ore della mattinata è cominciata, da parte di un'impresa specializzata, la sanificazione di tutti gli uffici. Il soggetto risultato positivo, che è un rappresentante delle forze dell'ordine, da qualche giorno si era messo in malattia e ora risulta che stia in isolamento a casa, e quindi, fortunatamente, sembra non aver bisogno di un ricovero in ospedale.
Ma il problema che si sono posti tutti, compresi i vertici di Palazzo di giustizia, è con chi è venuto a contatto prima di mettersi in malattia e in quanti uffici ha girato. Il procuratore, non potendo chiudere la procura, ha intanto disposto che nei due piani dove si trovano gli uffici dove operano i magistrati, sia presente un solo magistrato per piano con un rappresentante della polizia giudiziaria.
Ma questo dovrebbe essere una disposizione valida solo per consentire la sanificazione degli uffici perché già da oggi i magistrati, e non i dipendenti, dovrebbero tornare al lavoro per salvaguardare le proprie scadenze. Problema difficilmente risolvibile senza il personale addetto. Nella stessa mattinata di ieri, tutti gli impiegati presenti sono stati invitati ad andare a casa utilizzando gli istituti a disposizione del personale per le assenze.
La sanificazione sarebbe andata avanti anche nel pomeriggio perché dopo gli uffici della procura sono stati interessati quelli del gip dove sembra che il soggetto risultato positivo si sia recato per depositare alcuni atti di indagini. Tanto è vero che anche in questi ultimi uffici è arrivata la disposizione del presidente del tribunale di lasciare aperto soltanto un presidio con due o tre persone per le urgenze, mentre tutti gli altri impiegati sarebbero stati posti in ferie o comunque fatti restare a casa in una sorta di isolamento volontario. La questione è comunque all'attenzione della Asl che sta ricostruendo i possibili contatti che l'addetto alla segreteria di un magistrato possa aver avuto non soltanto in ufficio, ma anche nella sfera privata e familiare.
L'attenzione negli uffici giudiziari continua comunque a essere molto alta in quanto sembra che anche il collega che divideva la stanza con l'addetto risultato positivo, abbia dei sintomi che andranno esaminati. Non solo, ma potrebbe esserci anche un altro soggetto, impiegato in tribunale, con gli stessi sintomi influenzali, che viene monitorato.
Eseguire un tampone a tutto il personale non è possibile in quanto le disposizioni governative sono precise: solo i sintomatici possono farlo. E quindi è necessario evitare in tutti i modi contatti fra gli impiegati e con l'utenza, in gran parte composta da avvocati. E visto che il soggetto risultato positivo è un rappresentante delle forze dell'ordine, ecco che il corpo di appartenenza ha disposto la sanificazione di alcuni locali, soprattutto la mensa dove spesso si recava quel sottufficiale risultato positivo. Contando che comunque quest'ultimo si sarebbe messo in malattia già dal 3 marzo scorso, per avere un minimo di certezza che il contagio sia rimasto contenuto bisognerà pazientare ancora qualche giorno.
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