PrimoGrano 2026 ha celebrato il grano come simbolo di identità, tradizione e alta gastronomia

A condurre la serata è stata Francesca Martinelli, che ha accompagnato il pubblico lungo tutto il percorso, intrecciando i diversi momenti dello spettacolo. Accanto a lei, Franca Minnucci ha guidato gli ospiti attraverso letture e narrazioni dedicate alla cultura e alle tradizioni dell'Abruzzo
PESCARA. Una serata intensa di emozioni, cultura e sapori autentici ha trasformato PrimoGrano 2026 in un grande racconto dell'identità abruzzese. L'evento, promosso da Rustichella d'Abruzzo, ha celebrato il valore del grano come elemento di unione tra storia, territorio, tradizioni e innovazione, offrendo agli ospiti un'esperienza immersiva capace di coniugare spettacolo, musica e alta cucina.
La manifestazione si è aperta con Il Rito del Grano, una suggestiva rievocazione della mietitura e della trebbiatura accompagnata da musiche evocative e da una coreografia inaugurale. A presentare e condurre la serata è stata Francesca Martinelli, che ha accompagnato il pubblico lungo tutto il percorso, intrecciando i diversi momenti dello spettacolo con eleganza e coinvolgimento. Accanto a lei, Franca Minnucci ha guidato gli ospiti attraverso letture e narrazioni dedicate alla cultura e alle tradizioni dell'Abruzzo, valorizzando il profondo legame tra il grano e l'identità del territorio.
L'aperitivo inaugurale ha messo al centro alcune delle eccellenze gastronomiche abruzzesi, tra pizzonte, fiadoni, salumi e formaggi, trasformando il momento conviviale in un autentico viaggio nei sapori della regione. A seguire è stato servito lo storico Timballo d'Abruzzo preparato dal Ristorante La Bilancia, autentica espressione della tradizione gastronomica regionale. Ad arricchire l'atmosfera hanno contribuito gli interventi del Complesso Bandistico che ha accompagnato alcuni dei momenti più significativi della manifestazione con la forza e il fascino della tradizione musicale abruzzese. Il maestro Vincenzo Di Nicolantonio, insieme al suo gruppo jazz, ha regalato agli ospiti un raffinato accompagnamento musicale, creando un perfetto dialogo tra musica e gastronomia.
Uno dei momenti più significativi dell'evento è stato dedicato al dialogo culturale tra Abruzzo e Napoli. Attraverso parole, musica e racconti sono stati ricordati il ruolo dei tratturi, il viaggio del grano e il patrimonio condiviso tra le due terre, con riferimenti alle figure di Gabriele d'Annunzio e Francesco Paolo Tosti.
Grande protagonista è stata anche la cucina, con un percorso che ha visto alternarsi alcuni importanti dello scenario culinario partenopeo e abruzzese: Angioletto Tramontano ha conquistato gli ospiti con il suo spettacolare freestyle della pizza, unendo tecnica, creatività e intrattenimento. Gli chef Giovanni Cortese ed Emmanuel Di Liddo hanno proposto una raffinata interpretazione della Scarpariello, preparata con la pasta al ceppo di Rustichella d'Abruzzo.
Lo chef abruzzese Massimiliano Cappucci ha presentato una versione delle tradizionali Virtù Marzuole valorizzate dal pregiato fagiolo tondino, in un omaggio alla cucina identitaria del territorio.
A concludere il viaggio tra i sapori autentici dell'Abruzzo è stato il Trionfo della Brace, con polletti arrosto, arrosticini e altre specialità della tradizione, che hanno celebrato la convivialità e il gusto più autentico della cucina regionale. A chiudere la serata l’immancabile ballo della pupa.

