«Processione di carne e sangue»

11 Aprile 2020

L’arcivescovo in tv su Rete8 ricorda le vittime del virus. Stasera la veglia pasquale

PESCARA. Niente processione del venerdì santo. Per via della pandemia che ha sconvolto tutti gli schemi della quotidianità, ieri non si è tenuto uno degli appuntamenti della settimana santa più sentiti dai Pescaresi, quello che rievoca il cammino dal calvario al sepolcro.
Eppure, c'è chi sta facendo quel cammino, «nel silenzio» e sono «tanti nostri fratelli e sorelle defunti» nelle ultime settimane. Il loro è stato «un cammino compiuto nell'assenza di affetto e amore», essendo morti lontani dai propri cari. Ma per l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, queste persone non erano sole.
«Gesù e Maria hanno camminato con loro, in una processione interminabile cominciata dall'arrivo della malattia nel mondo e che speriamo possa concludersi».
Questo il messaggio lanciato ieri pomeriggio dalla chiesa di San Cetteo durante la celebrazione della Passione del Signore con l’adorazione della Croce, avvenuta a porte chiuse e senza fedeli, ma trasmessa in diretta da Rete8 (come tutti i riti della settimana santa), e quindi visibile a tutti.
Mentre «la processione tradizionale ci è negata», ha aggiunto Valentinetti, «una processione di carne e sangue sta avvenendo nella storia», ha proseguito parlando del virus che sta portando malattia, sofferenza e morte. Il suo pensiero è andato ai «tanti malati in ospedale, ai tanti contagiati e a chi ha concluso la vita in assoluto silenzio e su una croce che era quella di un letto di ospedale».
E proprio riferendosi a chi è stato contagiato, l'arcivescovo si è rifatto alle parole rivolte da Gesù crocefisso a Maria e ha affidato «tutti a quella madre» che è una «madre consolatrice, che accarezza e riempie di tenerezza coloro che mani umane non hanno potuto accarezzare».
Dopo aver ripercorso, con il Vangelo, gli ultimi istanti della vita di Gesù, Valentinetti ha parlato anche dei poteri che «deviano dalla loro vera forma e si accaniscono contro gli innocenti, mettono a morte chi ha detto la verità» e questa «viene disconosciuta, distrutta, calpestata».
Il risultato sono «le ingiustizie, le persecuzioni, le morti di chi, nella propria vita, è stato condannato a una morte ingiusta» e si pensi alle «tante situazioni di odio, di guerra, di persecuzione».
E' impossibile non chiedersi «dove sia Dio, dove sia il Signore di fronte alle ingiustizie, alle cattiverie, ai tradimenti e ai rinnegamenti. Il Signore», questa la risposta arrivata da Valentinetti, «va a morire in quelle storie terribili e infami di uomini e donne che hanno subìto» dei torti gravissimi. E proprio dove «ci sono l'ingiustizia e la verità calpestata, c'è Gesù che soffre ancora una volta».
Ma nelle parole di Gesù morente («Ho sete») Valentinetti legge «un grande desiderio di salvezza per tutta l'umanità» a cui appigliarsi in questo momento difficile. Le celebrazioni di Valentinetti in diretta su Rete8 proseguono oggi e domani. Stasera, alle 20, c'è la veglia pasquale. Domani, alle 10, la messa pasquale. (f.bu.)
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