Processo Arta, chieste 4 condanne

Il pm: «Appalto truccato, 2 anni e 8 mesi all’ex direttore amministrativo»
PESCARA. Nove anni e due mesi di reclusione: è la pena complessiva chiesta dalla procura di Pescara per quattro dei sei imputati del processo sul concorso di perito elettronico e sull'aggiudicazione del servizio di avvocatura dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) di Pescara.
La richiesta è stata formulata ieri dalla pm Rosangela Di Stefano nel corso della sua requisitoria davanti al tribunale collegiale, presieduto dal giudice Carmine Di Fulvio.
La pubblica accusa ha chiesto 2 anni e 8 mesi per Antonio Fernandez, ex direttore amministrativo dell'Arta, e 2 anni e 2 mesi ciascuno per Angela Del Vecchio, ex direttore del distretto provinciale Arta di Pescara; Nicola Colonna, membro della commissione di concorso; Pietro Domenico Pellegrini, candidato lavoratore precario che, secondo l'accusa, sarebbe stato il «beneficiario consapevole del concorso truccato» da perito elettronico. Il pubblico ministero ha invece chiesto l'assoluzione per Pierluigi Tenaglia, presidente dell'Ordine degli avvocati di Chieti, ed Ernesto D'Onofrio, ex dipendente dell'Arta.
Di Stefano per Fernandez ha chiesto l'assoluzione per i reati contestati relativamente alla vicenda legata a Tenaglia, ossia turbativa d'asta e corruzione. I difensori degli imputati hanno chiesto l'assoluzione per i rispettivi assistiti, presentando delle memorie.
Fernandez, Del Vecchio, Pellegrini e Colonna sono accusati, in concorso tra loro, di rivelazione di segreti di ufficio e falsità ideologica in atti pubblici. Fernandez, che nel 2012 finì agli arresti domiciliari per un mese e due giorni, deve rispondere anche di tentata concussione, abuso in concorso, corruzione e turbativa d'asta. Tenaglia è accusato di corruzione e turbativa d'asta. D'Onofrio, infine, è imputato per favoreggiamento.
Nel mirino della procura è finito un concorso pubblico bandito dall'Arta il 15 maggio 2010 per l'assunzione a tempo indeterminato di un perito elettrotecnico. Un concorso che sarebbe stato "truccato" in ogni fase: dalla commissione alle tracce passate al candidato Pelegrini.
Per quanto riguarda l'affidamento dei servizi legali dell'Arta, l'ex amministrativo dell'agenzia è accusato di aver messo in atto «una serie coordinata di atti contrari ai doveri di ufficio, allo scopo di predeterminare il risultato della gara a favore dell'avvocato Pierluigi Tenaglia, a discapito di un altro concorrente».
In cambio di che cosa? Secondo l'accusa, Tenaglia si sarebbe reso disponibile ad assumere la cognata di Fernandez nel suo studio legale. Un’accusa dissoltasi ieri, in base alle richieste presentate dal pm.
Per la sentenza di primo grado, che arriva a distanza di sei anni dall'arresto di Fernandez, bisognerà attendere il 4 giugno.
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