Processo Carlini, i testimoni non si presentano

Udienza rinviata al 22 ottobre. La 33enne fu violentata e lasciata morire nel tunnel della stazione
PESCARA. L'udienza di ieri per la morte della povera Anna Carlini, la donna di 33 anni affetta da disturbi psichici trovata senza vita nel tunnel della stazione ferroviaria il 30 agosto del 2017, è stata bloccata da una richiesta della pubblica accusa che ha trovato l’opposizione dei difensori dei due imputi romeni: Nelu Ciuraru, oggi in carcere, accusato di aver stuprato e lasciato morire in quel tunnel Anna, e Lajos Robert Cioragariu, il connazionale che risponde soltanto di omissione di soccorso. Ieri avrebbero dovuto testimoniare tre testi che, nel corso delle indagini, presero parte all’incidente probatorio voluto dalla procura per cristallizzare le loro dichiarazioni contro gli imputati. Ma quel passaggio venne ritenuto nullo per Ciuraru e valido soltanto per l’altro imputato, in quanto a Ciuraru non venne mai notificato, impedendogli il diritto alla difesa. Ma ieri nessuno dei tre testimoni si è presentato in aula per rispondere alle domande dell’accusa e della difesa, per cui il pm, Rosangela Di Stefano, ha fatto al collegio una serie di richieste, compresa quella di riproporre di nuovo l’incidente probatorio o in alternativa di leggere le sommarie informazioni di due di loro: richieste che hanno trovato contrari i difensori. E quindi il collegio si è dovuto ritirare per un paio di ore per dirimere una questione tecnica legata anche al carteggio tra Italia e Romania, in relazione allo stato di Ciuraru che all’epoca dell’incidente probatorio era irreperibile, anche se poi venne arresto dalla polizia del suo paese, ma non estradato subito in quanto doveva scontare una pena per altre vicende.
Il tribunale ha quindi deciso di concedere all’accusa soltanto la lettura delle sommarie informazione di un teste che è poi quello più importante. Si tratta del testimone oculare che quella notte, sdraiato nel tunnel vicino a Ciuraru, vide quest’ultimo violentare Anna. Una testimonianza di grosso peso che va ad aggiungersi alle due consulenze disposte dal pm. L'autopsia della povera Anna effettuata dal medico legale Cristian D’Ovidio, che non lascia dubbi sulla violenza sessuale subìta dalla vittima e sulle cause della morte legate all’alcol che venne fatto ingerire alla donna che già assumeva farmacie per la sua patologia: un mixer che si rivelò fatale, anche se la donna avrebbe potuto comunque salvarsi solo se qualcuno, anche in forma anonima, avesse chiesto l'intervento del pronto soccorso. E poi la consulenza del professor Liborio Stuppia che stabilì che il Dna trovato sul corpo della vittima era compatibile con quello di Ciuraru. Adesso il collegio, presieduto da Maria Michela Di Fine, ha rinviato l'udienza al 22 ottobre prossimo per sentire i testi rimasti e per l'esame degli imputati, rinviando la discussione per la sentenza a una successiva udienza. (m.cir.)
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