Processo Grandi eventi: oggi i testi dell’accusa

PESCARA. Arriva oggi il giro di boa nel processo “grandi eventi”, sul presunto scandalo per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni da parte del Comune di Pescara (nel periodo dal 2014 al...
PESCARA. Arriva oggi il giro di boa nel processo “grandi eventi”, sul presunto scandalo per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni da parte del Comune di Pescara (nel periodo dal 2014 al 2019), dove figurano otto imputati, con in testa l’ex assessore al ramo, Giacomo Cuzzi.
Oggi dovranno essere sentiti dal collegio gli ultimi due testimoni dell’accusa (sostenuta dal pm Luca Sciarretta) prima di iniziare l’escussione dei testi della difesa. Davanti ai giudici dovranno sfilare due dirigenti del Comune di Pescara, Emilia Fino e Giovanni Caruso. Sono due testi che riguardano le posizioni dell’ex assessora Simona Di Carlo e di Moreno Di Pietrantonio: chiamati in causa nel processo per la corsia preferenziale che, secondo l'accusa, avrebbe avuto l'imprenditore dello spettacolo Cristian Summa, cui vennero affidati, sempre direttamente, alcuni progetti, sempre da Cuzzi e Di Carlo: per l’accusa le loro testimonianze sarebbero importanti per comprendere le pressioni che la politica avrebbe esercitato sulla macchina amministrativa, per arrivare prima possibile a deliberare quegli affidamenti sospetti. Di Pietrantonio, dirigente Asl, accusato di aver favorito l’assunzione della Di Carlo in Asl con un concorso che l’accusa sostiene essere stato realizzato “su misura” per l’esponente politico vicino a Di Pietrantonio, secondo la procura avrebbe contribuito anche a favorire la “candidatura” di Summa per quegli appalti finiti nel mirino della magistratura. Nell’udienza precedente, davanti ai giudici, c’era stata la sfilata dei politici: dall’attuale primo cittadino Carlo Masci, al suo predecessore Marco Alessandrini, all’attuale assessore Alfredo Cremonese, e la testimonianza del perito dell’accusa, nel controesame che avrebbe permesso ai difensori di fissare un concetto fondamentale per quanto riguarda la contestazione della turbativa d'asta: e cioè la legittimità o meno degli affidamenti diretti. Il perito, Rinaldo Chiriconi, impiegato della Regione Toscana, ha detto che il Comune avrebbe dovuto trattare con l’agente dell'artista e non con il promoter (come Andrea Cipolla che ricevette una ventina di appalti diretti in cambio, sostiene l'accusa, di tangenti). Una conclusione con la quale si dà così per scontato che esiste l’esclusività, quindi anche la indiretta legittimazione dell'affidamento diretto, che farebbe crollare l’accusa di turbativa d'asta.
Gli imputati sono i politici Giacomo Cuzzi, Simona Di Carlo, Moreno Di Pietrantonio, gli imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa, la funzionaria Asl, Leila Colucci, e altri due imprenditori quali Gianfranco Berardinelli e Alessandro Michetti.
Le accuse, a vario titolo, sono corruzione, finanziamento illecito dei partiti, turbata libertà nella scelta del contraente e turbata libertà degli incanti.
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