Processo Marinelli, chiesta la ricusazione

E l’imprenditore della sanità esce dal procedimento «per certificata incapacità di partecipare»
PESCARA. Anche il terzo filone di inchiesta sulle attività dell'imprenditore della sanità, Vincenzo Marinelli, potrebbe essere a rischio ricusazione. Ieri, infatti, nella prima udienza davanti al gup Giovanni de Rensis, ci sono stati due passaggi significativi: lo stralcio della posizione di Vincenzo Marinelli, che dunque esce dal procedimento; l’annuncio della ricusazione del giudice da parte dell’avvocatessa Lucia Corazzini, che assiste il funzionario Asl Antonio Verna. Per de Rensis si tratta di una ricusazione bis dopo quella formalizzata e accolta dalla Corte d’Appello in relazione al primo filone (poi passato nelle mani del collega Cingolani che già aveva il secondo filone).
Il perché è sempre legato alla posizione della dirigente Asl Petrella (che ha già patteggiato davanti a de Rensis nel primo procedimento, provocando la prima ricusazione): secondo l’avvocato Corazzini, il capo di imputazione ascritto al suo assistito ha a che fare con il medesimo fatto trattato nel primo filone (e cioè la turbativa d’asta per la gara logistica). Per cui, visto che è stata già accolta la ricusazione dello stesso giudice in quel primo procedimento, il gup dovrebbe astenersi dalla trattazione del processo essendosi già espresso nel merito riguardo alla posizione della Petrella che è affine a quella di Verna. E nonostante il pm Andrea Di Giovanni abbia invitato il gup a proseguire, in quanto le condotte contestate a Verna sarebbero completamente diverse anche se relative alla medesima gara, il giudice, pur dichiarando di non volersi astenere, ha rinviato al 4 dicembre per consentire al legale di Verna di formalizzare la ricusazione da depositare alla Corte d'Appello (che dovrà verificare il rispetto dei termini).
E quindi l’unica decisione importante assunta nell’udienza di ieri, e anche la prima cui dovranno adesso adeguarsi anche gli altri giudici, riguarda la sentenza di non luogo a procedere emessa da de Rensis per Marinelli (assistito da Augusto La Morgia), in relazione alla perizia depositata davanti ad un altro giudice (Cingolani): l’uscita di Marinelli è dovuta alla certificata «incapacità irreversibile dell’imputato di partecipare coscientemente al procedimento», come relazionato dallo psichiatra Maurizio Cupillari.
In questo terzo filone, oltre a Marinelli, ormai uscito definitivamente di scena, ci sono altri 11 imputati. Per due di essi (il contabile di Marinelli, Pasquale Sentenza e Corrado Greco) ci sarebbe già il patteggiamento concordato con il pm (anche se non formalizzato ancora in aula); per altri quattro, invece, la richiesta di stralcio per incompetenza territoriale: e cioè per l'ex assessore regionale Mauro Febbo, che dovrebbe finire davanti al tribunale di Chieti, mentre l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, insieme a Vittorio Forte e Tiziana Sestini, ad Avezzano, stando almeno ai capi di imputazione.
Resterebbero quindi da giudicare davanti al gup, le posizioni dell’attuale consigliere regionale Silvio Paolucci, dell’ex consigliera regionale Sabrina Bocchino, di Gabriele Di Bucchianico e Guido Dezio, quest’ultimo accusato di favoreggiamento nei confronti della Petrella per averla messa in guardia su possibili intercettazioni.
(m.cir.)

