Processo Rigopiano, si riparte: l’anniversario si celebra in aula

Da mercoledì, a sei anni dalla valanga che uccise 29 persone, parlano le difese dei trenta imputati Al centro dell’accusa: i risultati della superperizia disposta dal giudice sulla prevedibilità dell’evento
PESCARA. Questa settimana entra nella fase calda il processo con rito abbreviato che si sta tenendo al tribunale di Pescara nei confronti dei 30 presunti responsabili della tragedia che il 18 gennaio del 2017 provocò 29 vittime, rimaste sotto le macerie dell’hotel spazzato via da una valanga.
L’ANNIVERSARIO Mercoledì, giorno del sesto anniversario del disastro, c’è la prima di sei udienze (tre consecutive questa settimana e altre tre la settimana successiva) che dovrebbero delineare la verità processuale, almeno dal punto di vista delle difese, sulla posizione degli imputati, rappresentanti degli enti coinvolti: Regione Abruzzo, Provincia di Pescara, Prefettura e Comune di Farindola, oltre a tecnici e rappresentanti dell’hotel distrutto.
PARLANO LE DIFESE Arriva quindi il momento in cui il nutrito collegio difensivo dovrà tirare fuori le sue carte per contrastare un teorema accusatorio confezionato dalla procura (con il procuratore Giuseppe Bellelli, e i sostituti Andrea Papalia e Anna Benigni) che concluse la sua requisitoria chiedendo 26 condanne per un totale di 151 anni complessivi di reclusione (tra le richieste più pesanti quella per l’ex prefetto Francesco Provolo, con 12 anni di reclusione, e quella contro il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, con 11 anni e 4 mesi), e quattro assoluzioni.
Finora i difensori hanno seguito tutte le fasi del processo senza opporre ostacoli e lasciando sviscerare ad accusa e parti civili (sono 120 quelle costituite, oltre alle parti offese) tutte le contestazioni formulate da un complesso capo di imputazione che riguarda reati che vanno dal disastro colposo all’omicidio e lesioni plurime colpose, abusi edilizi e falso. Oltre alla questione del depistaggio che pesa in capo ai prefettizi coinvolti nel processo: capitolo che è stato ampiamente trattato dal procuratore capo nel corso della requisitoria. Adesso la parola passa alle difese che dovranno smontare, pezzo per pezzo, una montagna di accuse sia dal punto giuridico sia dal punto di vista tecnico.
LA SUPERPERIZIA E qui il riferimento è alla superperizia disposta dal gup Gianluca Sarandrea, resasi necessaria per dirimere le opposte conclusioni cui erano giunti gli esperti della procura e quelli della difesa. In particolare, sulle cause della valanga.
IL RAGIONEVOLE DUBBIO E le risposte ai quesiti stilate dai quattro esperti del Politecnico di Milano lasciano ampio margine di manovra alle difese, proprio sul punto nevralgico di un processo penale: e cioè sul ragionevole dubbio che impedirebbe una condanna. Un dubbio che riguarda il peso che avrebbero avuto le scosse di terremoto nel distacco della valanga. Evento dunque prevedibile secondo l’accusa, imprevedibile secondo le difese.
L’UDIENZA DI MERCOLEDì I primi a scendere in campo il 18 gennaio saranno i difensori della società Gran Sasso Resort, l’unico imputato come persona giuridica (assistita da Massimo Galasso), e quello di Bruno Di Tommaso (avvocato Sergio Della Rocca). Poi discuteranno i difensori di Giuseppe Gatto, Andrea Marrone, Luciano Sbaraglia, Paolo Del Rosso e Arturo Messere.
GIOVEDÌ C’È LACCHETTA Il clou arriverà però giovedì 19 gennaio con l’intera udienza dedicata alla discussione dei difensori del sindaco di Farindola, Lacchetta, e del dirigente dello stesso Comune, Enrico Colangeli. I difensori nei giorni scorsi hanno fatto un sopralluogo nell’aula di udienza per sistemare al meglio schermi che dovrebbero essere utilizzati per ricostruire, anche visivamente, aspetti importanti e passaggi chiave della loro difesa, per cercare di smontare le accuse contro il primo cittadino di Farindola, la cui posizione è stata sin dall'inizio una delle più delicate.
VENERDÌ LA REGIONE Chiuderanno questa prima tre giorni di arringhe (con l'udienza del 20 gennaio) i difensori degli imputati della Regione Abruzzo. Poi si tornerà in aula il 25 gennaio per altre tre udienze consecutive dedicate sempre alle difese.

