Prodotto locale e di stagione per il binomio qualità-prezzo

8 Aprile 2017

PESCARA. Se il pesce è fresco si cucina che è una passeggiata. Se poi è anche di stagione, è contenta anche la tasca. E infine, se è pure già pulito, tanto meglio. I consumatori abruzzesi hanno le...

PESCARA. Se il pesce è fresco si cucina che è una passeggiata. Se poi è anche di stagione, è contenta anche la tasca. E infine, se è pure già pulito, tanto meglio. I consumatori abruzzesi hanno le idee chiare sul consumo di pesce e non disdegnano la comodità. A parlare del tema è Tonino Giardini, referente nazionale per Coldiretti Impresa Pesca, che spiega cosa arriva sulle nostre tavole e quanto lo stile di vita di ognuno condizioni la spesa in termini di prezzo ma anche di qualità.

«E' fuori dubbio che con i ritmi di oggi, con poco tempo ed un mondo che corre veloce, il pesce pronto dà una bella soddisfazione. Già pulito, magari anche congelato così non si rovina facilmente, il gioco è fatto. Però», specifica Giardini, «quando si consuma il pesce pronto, confezionato o surgelato, bisogna inevitabilmente fare i conti con lavorazioni più lunghe, prezzi maggiori e conservanti». Secondo Coldiretti l'inclinazione a preparare pesce pronto da cuocere è di gran lunga diffusa tra i consumatori. Ed inoltre, gran parte di tale merce non è merce nostrana: «Il 97 per cento del pesce surgelato, a meno che non sia il nostro pescivendolo a prepararcelo, viene dall'estero. Questo vuol dire che la filiera è più lunga e che, nonostante i nostri controlli siano precisi e puntuali, qualche informazione oltremare possa sfuggire. Un pesce che viene da fuori e che magari è di allevamento prende antibiotici? E cosa nello specifico? Sono domande alle quali non è sempre possibile rispondere». Quindi, pur non demonizzando il prodotto già trattato e quindi più comodo, la vecchia pescheria sotto casa appare sempre la scelta più giusta. «Si può cucinare bene il pesce e spendere poco», prosegue Giardini, «se si sa scegliere quello giusto, e cioè quello di stagione. In questo caso il prezzo sarà accessibile, la quantità in vendita adeguata e la qualità alta». Ogni stagione, ed ogni regione, proprio come la verdura, hanno il prodotto ittico più buono. In Abruzzo ad esempio l'inverno è la stagione giusta per alici, moscardini, gallinella, cappone e vongole; queste ultime come le alici vanno bene in tutte le stagioni e quindi anche in autunno, che è la stagione privilegiata anche per triglie e pannocchie. A primavera “fioriscono” scampi, naselli, merluzzi ed in estate è un piacere consumare gamberi rosa e bianchi e totani. Questo perché il pesce, ovviamente, ha il proprio ciclo riproduttivo, ed arriva ad un punto di maturità nel quale è preferibile il consumo di una specialità piuttosto che di un'altra. E di questo il pescivendolo di fiducia è certamente il più informato. «Infine, va considerato», conclude Giardini, «che dietro l'acquisto del prodotto ittico c'è l'ambiente e ci sono i lavoratori e chi lo vende. Noi produciamo in maniera etica e sostenibile, e questo è un aspetto che conferisce qualità sulle tavole». In definitiva, consumare pesce di stagione e del posto è garanzia di freschezza, di qualità e di un prezzo sostenibile. Il prodotto locale è controllato in ogni fase della filiera, dalla raccolta a quando arriva a casa e può riservare poche sorprese.