Prof in pensione a 70 anni, i giudici: l’ateneo ha torto

Il Tar accoglie la richiesta di sospensiva di un docente di Architettura, vale la legge Moratti: i docenti hanno diritto di lavorare per un biennio in più
PESCARA. Professore, lei ha 68 anni? Prego, si accomodi alla porta. E lei, prof, non serve più alla causa: grazie e tante cose.
L’università si aggrappa alle norme sulle esigenze organizzative e funzionali dell’ateneo e tenta di nuovo di abbassare l’età pensionabile per i docenti. Il Tar, però, la rialza e la riporta al tetto invalicabile dei 70 anni. Sul ring di uno scontro cominciato già due anni fa e che oggi interessa molti docenti della D’Annunzio, è salito stavolta Sandro Ranellucci, professore associato di restauro nel dipartimento di Architettura, dichiarato con decreto del rettore a fine servizio dal primo novembre prossimo «per sopraggiunti limiti di età» - ha compiuto 68 anni lo scorso 28 luglio - e rimesso in sella dai giudici amministrativi, che hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata dal legale del prof, l’avvocato Giovanni Mangia.
La strada tracciata dal Tar, in attesa dell’udienza di merito già fissata al 9 aprile, fissa un principio guida nel dedalo di leggi promulgate sul pensionamento dei docenti. A comandare è la 230/2005, la cosiddetta legge Moratti secondo cui «il limite massimo di età per il collocamento a riposo è determinato al termine dell’anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età, ivi compreso il biennio opzionale» già previsto da una legge del 1992 relativo a tutto il pubblico impiego.
E’ un passaggio chiave dell’intera normativa, perché altrimenti i prof che avessero richiesto di utilizzare il biennio opzionale sarebbero andati in pensione a 72 anni (70 anni come limite di età per il collocamento a riposo più il biennio opzionale).
Di fatto, la legge Moratti ha fissato il paletto invalicabile dei 70 anni e dettato una nuova disciplina organica dello stato giuridico dei docenti universitari. Una norma speciale elaborata proprio per unificare il regime di collocamento a riposo dei prof ordinari e dei prof associati, per i quali ultimi, in precedenza, era previsto il limite di età dei 65 anni.
Ranellucci e altri prof, invece, sono stati dichiarati pensionabili sul presupposto normativo che, in base alla riforma Gelmini del 2010, l’opzione per il biennio non si applica a prof e ricercatori universitari, decurtando così l’età per la cessazione dal servizio da 70 a 68 anni. Una tesi fortificata dall’abrogazione, disposta dal legislatore appena due mesi fa, della legge del 1992 che concedeva ai pubblici dipendenti due anni in più di servizio dopo l’età del pensionamento: una legge generica che è relativa ai tutti i pubblici dipendenti, secondo la difesa del prof, ma che non intacca il limite dei 70 anni prevista dalla Moratti per i docenti universitari, come fa capire anche la sospensiva del Tar.
La strada interpretativa imboccata dal ministero dell’Istruzione ha innescato un lungo braccio di ferro, risolto dai giudici non solo abruzzesi con la considerazione che il riferimento al biennio indica che il limite dei 70 anni non può essere in alcun caso superato (anche fruendo dei due anni opzionali), e non che il limite massimo sia costituito dai 68 anni. Peraltro, le sentenze già pronunciate sul punto dal Tar di Pescara non sono state neanche appellate al Consiglio di Stato.
Dunque, Ranellucci - e gli altri prof che dovessero opporsi ai decreti di fine servizio notificati dall’ateneo - ha diritto a rimanere in servizio fino alla fine dell’anno accademico di compimento del 70esimo anno di età. E cioè nel 2016.
L’ateneo ha cavalcato anche la tesi secondo cui «Ranellucci non è necessario alle esigenze organizzative e funzionali dell’ateneo», in base a un atto di indirizzo deliberato dall’università nel luglio 2013 sull’efficiente andamento dei servizi. Ma il presupposto dell’università resta quel limite dei 68 anni. Secondo la difesa del docente, a Ranellucci è stato già da tempo richiesto lo svolgimento di un corso semestrale al via da questo mese con tre aule di studenti. Il prof è già tornato al lavoro. La pensione può attendere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

