«Pronti a bloccare il taglio degli alberi»

Ambientalisti e cittadini contro il piano per abbattere 121 piante
PESCARA. Prima l'abbandono del tavolo di discussione in Comune, poi l'annuncio di una raccolta firme tra i cittadini dei quartieri coinvolti dal piano di abbattimento degli alberi e, infine, la valutazione di un eventuale ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
A poche ore dall'inizio delle operazioni di taglio di 121 tra pini, tigli e altre piante disseminate in dieci strade della città e considerate a rischio crollo, gli ambientalisti spalleggiati da un gruppo battagliero di residenti invocano la sospensione dei lavori per almeno per 15 giorni e chiedono all’amministrazione comunale più tempo per esaminare nei dettagli il report di 70 pagine redatto dall'agronomo Carlo Massimo Rabottini.
«Non ravvisiamo alcun carattere di somma urgenza tale da giustificare l'avvio così ravvicinato delle operazioni di abbattimento e, soprattutto, senza un piano specifico di ripiantumazione delle specie arboree», sottolinea Nicoletta Di Francesco a nome degli ambientalisti aderenti alle associazioni Wwf Chieti e Pescara, Fai Pescara, Legambiente, Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, Conalpa, Pro natura, Miladonnambiente e Italia Nostra. «I 121 alberi che intendono tagliare», aggiunge Loredana Di Paola, «si aggiungono ai 14 già abbattuti in via Regina Margherita. Ma da una prima analisi della relazione fitostatica del Comune viene fuori che sono solo una piccola parte rispetto a quelli classificati di pericolosità C e D e che quindi, probabilmente, taglieranno in un secondo momento».
Il piano di «messa in sicurezza straordinaria delle alberature cittadine» messo nero su bianco dal sindaco Marco Alessandrini e dall'assessore al verde Laura Di Pietro partirà domani mattina. Gli alberi da abbattere sono stati già segnati con la vernice rossa, ma al momento non è stato reso noto in quale strada si comincerà a intervenire, probabilmente, per evitare il caos della protesta scoppiata nell'aprile scorso in viale Regina Margherita. Le zone interessate sono dieci: via Rigopiano/Ina casa, viale Kennedy, via Fonte Romana/via Rigopiano, viale Vespucci/via Rossetti, piazza Italia/piazza Duca d'Aosta, viale Paolucci/via Gobetti, via Pepe/stadio/via Elettra, via Scarfoglio/via Silone, via del Santuario e via Colle di Mezzo.
Dal report pubblicato sul sito del Comune risulta che dei 1.230 alberi analizzati su circa 17mila presenti in città, 287 sono stati classificati come «malati» e quindi sottoposti a una potatura eccezionale che dovrebbe garantire la loro salute per i prossimi anni, 121 saranno tagliati «per ragioni di sicurezza e per evitare danni a cose, ma soprattutto a persone» e 242 nuovi alberi saranno piantati al loro posto.
«Dove e di quale specie», ha evidenziato l'assessore Di Pietro, «sarà deciso nel processo partecipativo con i cittadini».
«Ci hanno preso in giro», sbotta Alberto Colazilli dell'associazione Conalpa, «ci hanno convocato in Comune non per consultarci, ma soltanto per metterci a conoscenza di una decisione già presa. L'hanno chiamato green table, ma forse non sanno nemmeno cosa sia, visto che quest'ultimo prevede un rapporto continuativo con gli amministratori. Noi abbiamo proposto e messo a disposizione anche un gruppo eterogeneo di esperti per effettuare a titolo gratuito un piano del verde, ma l'hanno rifiutato». «Dopo il fiume biologicamente morto», concludono gli ambientalisti, «il mare pieno di escherichia coli e le microdiscariche accanto ai cassonetti ci dicessero che fine vogliono far fare alla nostra città».
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