Pronti duecento nuovi alberelli «Così la nostra pineta rinascerà»

2 Aprile 2024

Presentato il piano per il salvataggio della Riserva naturale danneggiata dall’incendio del 2021 In fase di studio la rigenerazione di strada della Bonifica per riunire i comparti dell’area verde

PESCARA. Duecento nuovi pini nel comparto 5 della pineta dannunziana distrutta dall’incendio del 1° agosto del 2021. Le linee guida per la ricostituzione della vegetazione della riserva naturale sono state al centro di un vertice che si è svolto in Comune nei giorni scorsi. È stata la Fondazione AlberItalia a illustrare il piano per rimettere gli alberi al sindaco Carlo Masci, all’assessore al Verde Gianni Santilli, ai tecnici del servizio Verde comunale e agli esperti dell’università dell’Aquila e del comitato dei supervisori. «Con grande passione e determinazione e con le migliori professionalità», spiega il sindaco, «prende corpo il progetto per vedere la nostra pineta rinata e ancora più bella e fruibile di prima, mentre si sviluppa anche il piano di accorpamento dei comparti 4 e 5 che porterà all’ampliamento della pineta di altri 20mila metri quadrati, per dare alla nostra città sempre più verde».
Il punto di partenza è che i lavori di rimozione degli alberi morti e bruciati sono finiti nel comparto 5 che costeggia via Pantini mentre «procedono spediti» nel comparto 4. Nei prossimi mesi, la legna accatastata sarà venduta attraverso un bando pubblico.
Masci spiega i prossimi passi del salvataggio della pineta: «Sono state recuperate all’interno della riserva e coltivate in vivaio circa 200 plantule di pino da reimpiantare in un secondo momento nella pineta mentre la fondazione AlberItalia ha commissionato uno studio al Cnr per la verifica delle caratteristiche genetiche delle popolazioni di pino d’aleppo della riserva. Tutto questo lavoro è necessario per programmare un futuro reimpianto, con lo scopo di incrementare sempre più il numero di pini. Ma per farlo», afferma il sindaco, «va prevista la rimozione delle specie legnose invasive quali la robinia e l’ailanto. Sul tema, il tavolo ha concordato sulla necessità di procedere con delle operazioni sperimentali di rimozione, prima dei prossimi lavori e compatibilmente con il piano della riserva».
Nella riunione si è parlato anche di «rigenerazione urbana e rinaturalizzazione del sedime della strada della Bonifica. Le linee guida», dice il sindaco, «sono orientate verso una serie di interventi che potranno contribuire in modo sostanziale alla riconnessione ecologica delle aree della riserva e all’amplificazione dei benefici che gli ecosistemi potranno erogare alla città. In parallelo, la Fondazione AlberItalia, individuerà, senza ulteriori oneri per il Comune, i migliori siti di impianto delle prime 200 piantine di pino d’aleppo che il Comune ha già iniziato a coltivare, da sé, in attesa di dare il via al reimpianto vero e proprio e non appena si conosceranno meglio le caratteristiche genetiche del pino della riserva. Le operazioni saranno progressive e graduali dovendo far coincidere i tempi della natura, le tempistiche burocratiche e gli aspetti tecnico scientifici».