«Pronto, sala operativa? Mandate qualcuno moriamo di freddo»

Centinaia di chiamate all’Aquila gestite 24 ore su 24 Dai malati alle famiglie isolate. Servono gruppi elettrogeni
L'AQUILA. Alle 18,25 una operatrice della Sala operativa si lascia scappare un «siamo a corto di mezzi e di uomini» con il suo interlocutore a telefono. E' una delle 5 donne della Protezione civile che nella sede aquilana – telefono 800.861016 e 800.860146 – coordina tutta l'emergenza-maltempo abruzzese: l'invio di gruppi elettrogeni, lo stoccaggio del sale, le schede delle attività dei volontari da riempire, la prenotazione degli alberghi per i 20 volontari che arrivano in giornata da Trento e dalla Lombardia per portare mezzi e nuova forza (due frese e 5 camion con varie macchine e un semirimorchio) e che restano in forza a Montorio al Vomano sino a fine emergenza ( ci sono alberghi senza corrente elettrica che hanno messo a disposizione stanze a prezzi alti).
Nell'entroterra teramano l'emergenza è ripulire le strade e ripristinare le utenze elettriche. Dall'altro lato dell'Abruzzo i cellulari incominciano a scaricarsi, diventano irraggiungibili i sindaci. Mentre volontari, funzionari e dipendenti della struttura regionale della Sala operativa chiamano per ricongiungere le fila di un'emergenza iniziata il 5 gennaio e ancora senza fine, dall'altro lato spesso c'è il silenzio: “Il cliente è irraggiungibile”.
Anche di questo è fatta l'emergenza neve 2017. E le storie sono emblematiche. Anche quelle degli stessi operatori della Protezione civile, che tra una telefonata e una video-conferenza con il Dipartimento nazionale devono anche fronteggiare la perdita di un collega (vedi articolo in cronaca di Teramo). Storie come quella della Casa famiglia di Scerni (Chieti), dove 8 bambini sono rimasti al freddo per ore, sino all'arrivo di un piccolo gruppo elettrogeno da 8 kw. O come quella di un paziente con difficoltà respiratorie e l'esigenza di non interrompere l'ossigenoterapia: salvo grazie all'arrivo di un gruppo elettrogeno reperito a Penne.
Centinaia le chiamate come quella della famiglia di Contrada Morge a Furci (Chieti), con bambini piccoli, rimasta senza elettricità: come loro tanti altri cittadini che tempestano di telefonate la sala operativa. A Canzano, nel Teramano, diversi i cittadini portati all'ospedale dai volontari per poter accedere alla dialisi. Preoccupante la situazione di alcuni dializzati di Civitella del Tronto, Castellalto, Bellante (Teramo), che ieri hanno saltato la dialisi e che non possono assolutamente saltarla anche oggi. Come fare? Si è risolta fortunatamente bene la situazione di una famiglia di Mosciano, dove una donna incinta con altri due bimbi piccoli è riuscita da sola a raggiungere l'abitazione dei suoceri. Al sindaco di Ari (Chieti), senza elettricità da tante ore, non è rimasto che girare frazione per frazione bussando nelle case «per vedere se le persone sono tutte vive».
C'è “fame” di gruppi elettrogeni (sono 90 quelli a disposizione della Protezione civile), dove i tecnici della Terna non riescono a fare fronte alle centinaia di problematiche. Anche perché lavorare in condizioni proibitive non è facile nemmeno per loro.
Un gruppo elettrogeno è stato trasportato all'ospedale di Atri (Teramo) con un elicottero Un altro a quello di Chieti per soccorrere un infartuato. Nel tardo pomeriggio la notizia di una famiglia irraggiungibile a Contrada Collemontone, a Mosciano Sant'Angelo (Te).
Un bollettino di guerra. Mentre in serata anche all'Aquila scende la neve, c’è una famiglia di Ancarano che sta morendo di freddo. E poi la necessità di ossigenoterapia a Silvi alta.
Marianna Gianforte

