Pronto soccorso, 10 ore in fila per le visite

23 Marzo 2022

Lunghe code e disagi nell’accettazione dei pazienti. Il primario Albani: «Mancano i posti letto»

PESCARA. Quasi dieci ore di attesa per completare una visita al pronto soccorso, e ottenere una radiografia alla spalla, per un problema rimediato dopo un incidente. È quanto accaduto a Luciano De Gugliemo, 53 enne originario di Vasto ma residente a Pescara. «Nella mattinata di lunedì ho subito un tamponamento in via Saline», spiega De Guglielmo, «avevo un problema alla spalla e sono andato al pronto soccorso alle 11.18 per farmi visitare, ma ho subito sentito le lamentele di altre persone che erano in attesa da due ore». Da qui parte l’odissea di Luciano che durerà fino a ora di cena. «Dopo quasi quattro ore, intorno alle 15, ottengo un primo consulto con un medico che mi manda in sala radiografie». E in questo settore la fila sembra più scorrevole. «Qui l’attesa dura circa un’ora», prosegue De Gugliemo, «Riesco a fare i raggi e poi mi dirottano al secondo piano dell’ala sud per la visita ortopedica». Ma a questo punto l’attesa ritorna snervante. «C’erano 78 persone in coda prima di me e alcune di loro erano lì in reparto da 4 ore circa. Tra queste c’erano anche madri, bambini e anziani che non avevano neppure pranzato». L’attesa di De Gugliemo finisce alle 20.32, dopo essere tornato al pronto soccorso per il referto finale che ha escluso fratture e gli ha dato una prognosi di cinque giorni. Ma le lunghe code sono state segnalate anche nella giornata di ieri. «Purtroppo periodicamente si ripetono le lunghe attese dovute all’impossibilità di trovare posti letto, soprattutto in area medica», è la risposta di Alberto Albani, primario del pronto soccorso di Pescara che ha registrato 68.447 accessi solo nel 2021 (erano 89.679 prima della pandemia). Ma il problema delle lunghe attese si era presentato a dicembre e anche a a gennaio, costringendo il pronto soccorso a interrompere per 48 ore l’accettazione dei pazienti con patologia medica geriatrica a causa dell’imprevedibile super-afflusso. Molti cittadini erano stati costretti a interminabili ore di attesa, aspettando anche cinque giorni prima del ricovero, oppure erano stati dirottanti verso altre strutture più lontane. Il caso era arrivato fino in consiglio comunale, dove proprio Albani aveva proposto alcune contromisure per risolvere il problema: tra queste, l’aumento del personale medico al pronto soccorso, l’istituzione di un bed manager e l’aggiunta di posti letto. «Ma queste contromisure», spiega Albani, «sono ancora in fase di realizzazione». (d.b.)