Pronto soccorso, i lavori sfrattano tre reparti

3 Novembre 2016

Allergologia, Traumatologia e Chirurgia pediatrica devono essere spostati per fare posto alla nuova struttura . La Asl: «Trasferimenti temporanei»

PESCARA. Il reparto di Allergologia, attualmente situato al piano terra dell’ospedale civile, sarà trasferito al primo piano, nei locali da ristrutturare dell’ex Rianimazione. Gli ambulatori di Chirurgia pediatrica e Pediatria saranno spostati nell’ex sede di Pneumologia, area vecchio ospedale. La destinazione dei laboratori di Traumatologia è ancora tutta da decidere. Sono cominciate le grandi manovre per fare spazio al cantiere del nuovo Pronto soccorso che una volta ultimato occuperà, per una superficie di circa duemila metri quadrati contro gli attuali 800, tutta l’area compresa tra l’ingresso transennato che si affaccia su via Fonte Romana fino a inglobare i locali dei tre reparti di Allergologia, Traumatologia e Chirurgia pediatrica che saranno smantellati e trasferiti in altre aree del Santo Spirito.

La direzione sanitaria fa sapere che «i trasferimenti sono temporanei» e che sono allo studio «soluzioni per riempire gli spazi dell’attuale Pronto soccorso» che resteranno vuoti una volta avviata la nuova ala di pronto intervento. Entro novembre, annuncia la direzione sanitaria, cominceranno i lavori di rifacimento dell’ex Rianimazione al primo piano (il portone chiuso e con accesso vietato ai non addetti ai lavori si trova accanto all’ambulatorio di ecografia bulbare) e sono da sistemare i pavimenti sconnessi, i tramezzi e i bagni. Conclusi gli interventi, tra la fine dell’anno e inizio 2017, sarà effettuato il trasloco di Allergologia, reparto accorpato a Pneumologia ufficialmente dal gennaio 2016, settore che si occupa di malattie respiratorie, attualmente situato al settimo piano. Entrambi i reparti sono affidati alla direzione dello pneumologo Luigi Mosca, coadiuvato da Paolo Di Berardino e Fabio Di Stefano. Mosca ha preso il posto di Nicola Verna, allergologo in trincea insieme a Caterina Colangelo e tre infermieri, che nei quattro anni di direzione pro tempore (2011 - 2015) ha portato il reparto da 10 mila a 30 mila prestazioni annue con pazienti provenienti anche da Puglia, Molise e Marche. Nel reparto si curano allergie alimentari, respiratorie, da farmaci, cutanee e da imenotteri.

Questo tipo di patologia e la difficoltà, per qualche centinaio di pazienti di Pescara e provincia a reperire direttamente dalla Asl i vaccini di contrasto agli choc anafilattici, conseguenti alle punture di api, calabroni e vespe, ha fatto scattare, a un anno di distanza, una nuova denuncia da parte del consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, che sollecita le istituzioni a «potenziare il centro allergologico ed elevarlo a unità operativa con un primario a capo e nuovi organici». Pettinari, attraverso una interpellanza del luglio 2015, ha chiesto alla Regione l’uniformità di erogazione dei farmaci da parte di tutte le Asl regionali: «L’assessore alla Sanità Silvio Paolucci ci ha risposto con una lettera a firma del direttore del Dipartimento Welfare Angelo Muraglia e ci ha confermato che avevamo ragione. Cioè che le Asl regionali adottano diverse modalità di erogazione del farmaco; Chieti e L’Aquila acquistano, tramite gara, grosse quantità di vaccino a prezzi ribassati della metà di quanto lo pagano i cittadini e che le Asl di Pescara e Teramo rimborsano il paziente solo dopo mesi e previa esibizione della fattura, ma di fatto costringendoli ad anticipare le spese di tasca propria, da 200 a 350 euro per una fiala di vaccino. Questo», conclude il consigliere che è anche vice presidente della commissione regionale Sanità, «è un obbrobrio amministrativo perché il paziente, che già soffre per la malattia e le spese, non è tenuto a contrattare direttamente con le aziende per avere il salvavita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA