Pronto soccorso, in bilico anche Popoli

15 Aprile 2015

Cresce la preoccupazione in città dopo i ridimensionamenti di organico che penalizzano i reparti di Chirurgia e Ortopedia

POPOLI. Una grave carenza di personale medico e infermieristico nel reparto Anestesia, da qualche giorno, mette in difficoltà l’ospedale popolese, crea disagi ai malati e alimenta preoccupazioni sul futuro assetto dell’assistenza sanitaria.

In città, serpeggiano rabbia e sconforto per le voci che circolano sulla paventata chiusura del Pronto Soccorso. Nei reparti di Chirurgia e Ortopedia sono rallentati notevolmente gli interventi programmati, e sono oltremodo più lunghe le liste d’attesa. Il problema è stato segnalato alla direzione generale della Asl, ma nulla sarebbe stato fatto per tamponare l’emergenza, tanto che si alza la protesta di chi attende di essere curato. In questi giorni inoltre si registra l'assenza di un medico per malattia e la raggiunta pensione di un infermiere, circostanze che acuiscono la già precaria situazione.

A Popoli, sono proprio i reparti di Chirurgia e Ortopedia a lavorare di più con l'impianto di protesi dell'anca, la chirurgia del piede e del ginocchio per far fronte alle esigenza di pazienti che arriva anche da fuori regione grazie alla professionalità di una eccellente équipe chirurgica. A generare timori ancora più forti le voci di una possibile chiusura del Pronto soccorso. Misura giudicata di massima gravità, perché vorrebbe significare la fine dell’ospedale della Santissima Trinità. A Popoli non la mandano giù tanto facilmente, dopo che per anni si è lottato per mantenere il Pronto soccorso attivo proprio come supporto essenziale per la vita degli altri reparti operativi, quelli tradizionalmente noti come i più efficienti e ricercati anche da utenti di fuori regione.

Per accertare cosa ci sia di vero nelle indiscrezioni che insistentemente circolano negli ambienti sanitari e in città, ieri c'è stata la richiesta del consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, all'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, di un incontro chiarificatore. In città rimbalza sinistra la manifesta volontà di ridimensionare il Pronto Soccorso del San Massimo, a Penne, e si ritiene che stessa sorte seguirà il reparto di emergenza popolese, in linea con il programma di rientro della spesa sanitaria e l'inevitabile ridimensionamento dei piccoli ospedali. Tutti però sanno che privare del Pronto soccorso un sopedale equivale a decretarne la fine come presidio operativo. Si torna insomma molto indietro nel tempo quando a difesa dell'ospedale si portavano motivazioni legate al territorio e ci si dichiarava pronti a mobilitarsi, in caso di bisogno, come oggi si ribadisce qualora si accertasse come vera l'ipotesi di chiusura. Per ora il problema non sembra interessare le forze politiche, probabilmente perché non è ancora palese la programmazione sul futuro del Pronto soccorso: tutto, tra qualche giorno, sarà più chiaro.

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