Pronto soccorso preso d’assalto: pazienti portati a Penne e Popoli

Lunedì nero: ieri raggiunte le 80 presenze tra pazienti in attesa e quelli sottoposti ad accertamenti E per ridurre la pressione sul personale in affanno, sono stati limitati gli accessi in ambulanza
PESCARA. È stato un altro lunedì nero, quello di ieri, al pronto soccorso. Tanti i pazienti che sono arrivati in ospedale per essere visitati, anche in condizioni di salute serie, tanti altri che erano già stati sottoposti a visite ed accertamenti, o comunque le stavano effettuando, e magari attendevano di essere ricoverati in un reparto piuttosto che in un altro. Sono state sfiorate le 80 presenze con il personale costretto a fare l’impossibile per sopportare una pressione di questo genere. Scene già viste, purtroppo, al pronto soccorso, che in passato hanno portato i vertici dell’ospedale e della Asl, riuniti nell’Unità di crisi, a decidere la sospensione delle attività di accettazione in pronto soccorso dei pazienti con determinate patologie, non essendoci posti letto disponibili nelle aree mediche, chirurgiche e specialiste. Il 9 dicembre e poi di nuovo il 6 gennaio si è deciso di imporre uno stop agli accessi, per 48 ore, per riuscire a smaltire adeguatamente tutti i casi già presenti al pronto soccorso e assicurare i ricoveri a chi aveva necessità di cure (provvedendo a dimettere i degenti che erano in condizione di lasciare l’ospedale). Ci sono state giornate difficili anche per i pazienti Covid, visto che ci sono stati momento in cui – con l’aumento improvviso dei casi – gli spazi destinati a chi ha contratto il virus erano pieni per cui c’è chi ha dovuto attendere a lungo, in ambulanza, prima di entrare in ospedale e anche prima di essere ricoverato (laddove necessario).
Ieri si è fatto in modo di ridurre il carico sul pronto soccorso, diretto da Alberto Albani, solo limitando il numero degli accessi in ambulanza all’ospedale e dirottando ad altre strutture della Asl, cioè gli ospedali di Penne e Popoli, i pazienti destinati a Pescara nelle condizioni di essere sottoposti a visita altrove. I casi più gravi sono comunque finiti al pronto soccorso di Pescara, così come è accaduto anche quando la Asl si è trovata costretta ad imporre uno stop agli ingressi.
Le attese, quando si verificano situazioni come quella di ieri, sono infinite, per i pazienti. E chi attende che si liberi un letto in reparto resta al pronto soccorso anche giorni, prima di vedersi assegnato un letto. Situazioni non nuove, che si ripetono nel tempo, con numeri più o meno simili. E che hanno portato il centrosinistra a chiedere una riunione straordinaria del consiglio comunale, che si svolgerà il 28 febbraio: servirà a far emergere tutto il malcontento ma anche ad ipotizzare delle soluzioni. (f.bu.)

