Pronto soccorso sotto assedio «C’è affollamento tutte le notti»

PESCARA. Il pronto soccorso «è pieno tutte le notti». Nel Covid hospital «è stato allestito un day hospital per l'assistenza ai malati» potenzialmente fuori pericolo che però necessitano di...
PESCARA. Il pronto soccorso «è pieno tutte le notti». Nel Covid hospital «è stato allestito un day hospital per l'assistenza ai malati» potenzialmente fuori pericolo che però necessitano di continuare le cure e un reparto di Osservazione breve per i pazienti che devono essere ricoverati o dimessi. L'emergenza pandemica ha stravolto le priorità sanitarie e ne ha aggiunte delle altre nuove e piene di incognite, ma attraverso la professionalità, il sacrificio e l'abnegazione del personale medico e infermieristico nessun paziente viene lasciato indietro. «La sfida che oggi ci troviamo ad affrontare è quella di garantire la massima assistenza ai pazienti colpiti dal Sars-Covid-19», ha osservato l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì al convegno online del Rotary Club Pescara Ovest "Gabriele d’Annunzio", «che oggi conta 11mila malati in Abruzzo, 10.500 in isolamento domiciliare, 500 ricoverati in ospedale. E, al tempo stesso, assicurare la consueta operatività dei nostri ospedali, senza trascurare alcuna patologia, a partire da quelle oncologiche perché il cancro, con i suoi nuovi mille malati al giorno solo in Italia, non si ferma in attesa che la pandemia termini il suo ciclo. E non possiamo permetterci di ritrovarci con una pandemia nella pandemia». La pneumologa pescarese Antonella Spacone, presente alla conferenza in remoto, ha raccontato i numeri e l'affollamento del Covid hospital, palazzo rosso di via Paolini, che procede di pari passo a quello del pronto soccorso: «Nel Covid Hospital i tre piani di degenza sono tutti pieni. Abbiamo circa 90 pazienti ricoverati che hanno bisogno di ventilazione meccanica intensiva o non intensiva, l' ossigenoterapia». Nell'altro troncone ospedaliero, in via Fonte Romana, il pronto soccorso scoppia: «E' pieno tutte le notti», documenta Spacone, «è una battaglia davvero dura e nell’ultima settimana abbiamo stilato un documento aziendale, tra i primi in Italia, in cui abbiamo redatto un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale per omogeneizzare i comportamenti e garantire un approccio integrato e multidisciplinare che coinvolge le Usca, le Unità sanitarie che devono effettuare il monitoraggio dei pazienti paucisintomatici che possono essere seguiti sul territorio». (c.co.)

