Proposta di legge da 4 milioni per la parità di genere sul lavoro

23 Luglio 2021

Il centrosinistra dà il via al nuovo disegno su equa retribuzione e occupazione femminile nelle aziende Previsti incentivi per le imprese che assumono donne vittime di violenza. Paolucci: va approvato subito

Un disegno di legge da 4 milioni di euro per promuovere la parità di genere, l’equa retribuzione e l’occupazione femminile nelle aziende abruzzesi. Sono questi i punti principali della nuova proposta, nata dai partiti di centrosinistra del Consiglio regionale, presentata ieri dai consiglieri Silvio Paolucci e Marianna Scoccia in conferenza stampa.
LA PROPOSTA. «Abbiamo mutuato questo disegno di legge dalla Regione Lazio», sottolinea Paolucci, «e la dotazione finanziaria verrà spalmata su tre anni. Vogliamo aggredire un fenomeno molto invasivo nella nostra regione, dove il differenziale del tasso di occupazione tra uomini e donne è di circa il 20 per cento. Intoppi sulle tempistiche di attuazione? Ne stanno discutendo in Piemonte e in Campania e anche noi dobbiamo calendarizzarla al più presto perché la crisi economica si è abbattuta soprattutto sui giovani e sulle donne. Ci confronteremo con le parti sociali per migliorare la proposta, ma vogliamo fare in fretta».
DATI PREOCCUPANTI. Secondo i partiti di centrosinistra, il disegno di legge trae la sua necessità dai dati preoccupanti sull’occupazione femminile. Il tasso di occupazione delle donne in Abruzzo, infatti, si attesta sul 46,4 per cento, ed è inferiore di circa tre punti rispetto alla media nazionale (ferma al 49 per cento, stando ai dati del Sole 24 Ore).
Preoccupa anche il reddito medio annuale percepito dalle donne abruzzesi, pari a 13.281 euro, che è inferiore del 40 per cento rispetto ai 21.197 euro percepiti in media dagli uomini.
FAMIGLIA E LAVORO. «Si parla tanto di parità di genere ma le donne stanno facendo troppa fatica a conquistarla», sottolinea Marianna Scoccia, «tra l’altro, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destina 10 milioni di euro per misure di questo tipo e l’Abruzzo deve esserne capofila. Per quanto riguarda il differenziale retributivo, molti credono che nasca da motivazioni apparentemente innocue. Ma troppe donne, in Abruzzo, devono rinunciare al lavoro a tempo pieno, accettando posti part-time, perché non riescono a conciliarlo con gli impegni familiari: questo comporta disparità di mansioni ed è il motivo per cui poche donne hanno ruoli apicali nella società».
BENEFICI PER LE IMPRESE. Sono tanti i punti significativi del nuovo disegno di legge, che mira all’istituzione di un registro di aziende virtuose (che applicano la parità salariale di genere), per riconoscere benefici a tutte quelle che assumono donne con contratti di lavoro a tempo determinato, sostenendo totalmente le spese necessarie per la loro formazione professionale. I vari incentivi saranno erogati sulla base di criteri volti ad attribuire un punteggio alle imprese, che sosterranno anche la valutazione dei loro progetti per bandi regionali e appalti pubblici. È ovviamente prevista anche la revoca di tali benefici, nel caso in cui le aziende vengano condannate per licenziamenti dichiarati illegittimi e in violazione della normativa sulla maternità e paternità. Il nuovo disegno, inoltre, favorisce l’accesso al microcredito per le aziende a prevalente partecipazione femminile, nell’ambito del Fondo di garanzia riservato alle piccole e medie imprese.
RITORNO IN AZIENDA. Attraverso i centri per l’impiego, inoltre, la proposta del centrosinistra vuole favorire il reinserimento lavorativo delle donne disoccupate, affette da disabilità o vittime di violenza. Il reintegro verrebbe agevolato anche attraverso contributi agli enti locali per progetti specifici di reinserimento. È prevista anche la nascita di uno “sportello donna”, nei centri per l’impiego regionali, per garantire l’orientamento specialistico. Non mancano, inoltre, voucher per il pagamento del servizio di baby-sitting, in modo da conciliare vita in famiglia e lavoro.
L’EVENTO DEDICATO. «Il nostro obiettivo», conclude Paolucci, «è anche quello di incidere sull’organizzazione del personale regionale, della giunta e del consiglio. In più, abbiamo in programma di istituire una giornata regionale contro le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro».
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