Prosegue lo sciopero alla Brioni I sindaci: «Intervenga la Regione»

25 Settembre 2021

Seconda giornata di protesta dei dipendenti, presenti anche cinque primi cittadini dell’area vestina Cgil, Cisl e Uil chiedono al ministero di utilizzare altri ammortizzatori sociali per aiutare i lavoratori

PENNE. Secondo giorno di sciopero dei dipendenti del comparto produttivo Brioni dinanzi all'ingresso dello stabilimento di Penne. Ad aderire, anche ieri, soprattutto i dipendenti delle linee di camiceria e maglieria, i reparti che i vertici aziendali hanno fatto sapere di voler chiudere senza possibilità di ricollocazione interna per le 86 maestranze. Gli esuberi complessivi, comunicati lo scorso aprile al ministero, sono però 321. A rischio, dunque, anche i lavoratori di altre linee.
Ieri mattina, cinque sindaci dell'area vestina si sono presentati davanti ai cancelli di Brioni a Penne e, dopo aver dato sostegno ai lavoratori, hanno chiesto un colloquio, poi non concesso, al direttore di Produzione Brioni Vittorio Quattrone. «Chiediamo al presidente della Regione Marco Marsilio e all'assessore alle politiche del lavoro Pietro Quaresimale di farsi carico delle istanze dei nostri territori e di convocare un confronto con i vertici aziendali Brioni», fa sapere il sindaco di Montebello di Bertona Gianfranco Macrini. Oltre a Macrini sono intervenuti il sindaco di Penne Mario Semproni, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il sindaco di Picciano Enzo Catani e il sindaco di Civitella Casanova Marco D'Andrea.
Oggi il comparto produttivo Brioni dell'area vestina, quello di Roman style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), conta complessivamente su 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). La decisione di fermare maglieria e camiceria pare definitiva nonostante i numeri delle due linee non siano affatto negativi. La maglieria, che conta nella produttività vestina 15 dipendenti, per il lavoro avrebbe bisogno altri lavoratori. I capi prodotti e venduti in questa stagione dalla maglieria Brioni, infatti, sono ben 5.630, più 3.210 prodotti da 3 maglifici esterni. I dipendenti della camiceria degli stabilimenti vestini si chiedono invece come mai i 56 colleghi della camiceria Brioni di Curno (Lombardia) siano stati esclusi dal processo di razionalizzazione.
«Ho voluto incontrare i lavoratori della Brioni per ascoltarli e mostrare loro la mia vicinanza», commenta la deputata M5S Daniela Torto, intervenuta ieri mattina davanti alla sede Brioni di Penne. «Informerò il ministero dello Sviluppo economico e la vice ministra Alessandra Todde di quanto ho ascoltato dai lavoratori». «Stiamo aspettando la convocazione dal ministero», dicono i sindacati. «È auspicabile che l'incontro avvenga prima del 30 settembre per aggiornare il Mise di tutto ciò che sta accadendo e valutare modifiche migliorative all'accordo raggiunto il 22 giugno scorso in Confindustria, chiedendo ad esempio altri strumenti come ammortizzatori sociali», fanno sapere i rappresentanti dei sindacati territoriali Deborah Del Fiacco (Uiltec-Uil), Antonio Perseo (Cgil) e Leonardo D'Addazio (Femca-Cisl).
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