Protesi, ora gli strumenti sono monouso

6 Luglio 2017

Pescara è uno dei sei centri che partecipa alla sperimentazione sugli interventi al ginocchio. Se ne parla in un congresso

PESCARA. Una delle nuove frontiere della chirurgia protesica è rappresentata dall’utilizzo di strumentazione monouso, in sala operatoria. A Pescara la sperimentazione è cominciata già da qualche mese, con risultati positivi, che saranno illustrati domani pomeriggio e dopodomani mattina nei locali dell’Aurum, nel corso del congresso su “Le tendenze del 21esimo secolo nella chirurgia protesica del ginocchio”. Un evento «particolarmente importante per chi opera in questo campo specifico e, soprattutto, si tratta del primo organizzato nel centro sud», sottolinea con soddisfazione il presidente del congresso, Gabriele Tavolieri, specialista in ortopedia e traumatologia, dirigente responsabile alla Casa di cura Pierangeli.
Anticipando i contenuti della due giorni, Tavolieri spiega che è in corso uno studio da due anni, con il coinvolgimento di altri cinque centri in Italia, che ha riguardato prima l’utilizzo di strumentari pluriuso e ora sta riguardando quelli monouso, per procedere ad un confronto e misurare le differenze, già immaginate in termini di risparmi. «Si tratta di risparmi non solo economici ma anche di tempi di lavoro. Con gli strumentari monouso non è più necessaria la sterilizzazione, la sala operatoria non va preparata come accadeva in passato e non si effettuano spostamenti delle attrezzature da un centro all’altro. Inoltre, essendo assicurata una maggiore sterilità, c’è un rischio minore di infezione per il paziente il che vuol dire limitare il disagio a carico di chi subisce l’intervento, incidendo positivamente sui costi della sanità».
Tavolieri sa già che non si tratta solo di teoria perché lo studio avviato anche a Pescara sta producendo già i primi risultati. «Stiamo validando il monouso, ne stiamo registrano gli effetti e i benefici», dice. «Il confronto con la strumentazione pluriuso ci consente di notare una riduzione dei tempi, che corrisponde ad una riduzione dei costi».
Tra gli argomenti al centro del congresso anche la fase di recupero del paziente, decisamente più veloce grazie all’utilizzo delle protesi di ultima generazione. «Le nuove tipologie di impianto hanno effetti benefici sul paziente, che avverte meno dolore e va incontro ad una qualità della vita migliore», aggiunge Tavolieri.
Tanti gli interventi in programma ma tra i più attesi ci sono quelli di Barret, che arriva da Southampton (Inghilterra), e di alcuni nomi italiani, vale a dire Castelli, Baldini e Carnesecchi. Domani si comincia alle 14, sabato alle 8.30. (f.bu.)
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