Protesta al San Donato «Mascherine inadeguate»
PESCARA. «Sono appena arrivate 4.700 mascherine chirurgiche ma neppure una Ffp2 o Ffp3, né tantomeno tute, camici, calzari, visiere e copricapi. Come facciamo solo con le chirurgiche a lavorare nel...
PESCARA. «Sono appena arrivate 4.700 mascherine chirurgiche ma neppure una Ffp2 o Ffp3, né tantomeno tute, camici, calzari, visiere e copricapi. Come facciamo solo con le chirurgiche a lavorare nel carcere che è diventato un reparto Covid con 14 detenuti e 5 agenti contagiati e una diffusione che non accenna ad arrestarsi?».
La struttura circondariale di San Donato è «ad alto rischio» secondo il Sinappe, Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria, malgrado prosegua incessante il lavoro dei sanitari della Asl di Pescara sui tamponi e le vaccinazioni al personale dell'istituto di pena circondariale.
La denuncia arriva da Alessandro Luciani, vice segretario regionale del Sinappe, che si dice «preoccupato della salute dei colleghi» e punta l’indice «contro la gestione dell’emergenza in carcere».
In una nota, il sindacato elenca le criticità riguardanti il San Donato: «Abbiamo in carcere 5 casi di contagio certi tra gli agenti e 14 detenuti positivi al virus, di cui uno ricoverato nel reparto di Terapia intensiva del Covid hospital di Pescara e gli altri in osservazione nell'area Covid del carcere, al pianterreno. Registriamo anche diverse assenze tra il personale ma non sappiamo se sono attribuibili al Covid».
Nella seconda sezione giudiziaria «dove è scoppiato il focolaio», prosegue Luciani, «persiste il regime aperto dei detenuti liberi di uscire dalle celle al loro piano, ma il personale non dispone di dispositivi di sicurezza previsti, a parte guanti, mascherina, (quella che trova) e tuta di servizio».
Altro passaggio sensibile riguarda la mensa del carcere che, secondo il Sinappe, «viene condivisa, indistintamente, da personale degli uffici e reparti giudiziari, dei reparti penali e isolamento Covid. I posti a sedere seppur distanziati, non vengono sanificati tra un pasto e l’altro. Il risultato è una commistione, seppur distanziata, tra il personale che opera nel reparto Covid e altri dell’area no Covid». Intanto oggi proseguiranno gli screening per i detenuti nella seconda e terza sezione giudiziaria. Infine, Sinappe segnala la carenza di personale: «Mancano 50 uomini a Pescara e 20 a Chieti. Al San Donato gli agenti in servizio, costretti a doppi turni, sono 120 a vigilare su 290 detenuti». (c.co.)

