Protesta in strada: riaprite il mercato di San Giuseppe

PESCARA. Verdurai e fruttaroli non lavorano da due mesi ma gli orti continuano a produrre. E quintali di merce andata a male finisce nella spazzatura. Stanno riaprendo i mercati all'aperto della...
PESCARA. Verdurai e fruttaroli non lavorano da due mesi ma gli orti continuano a produrre. E quintali di merce andata a male finisce nella spazzatura. Stanno riaprendo i mercati all'aperto della città, ma non quello di via Monti Aurunci, incrocio con via Passolanciano, che per ora rimane chiuso, conferma il Comune. E ieri mattina è scattata la rabbia di una cinquantina di agricoltori e contadini, che ogni giorno, «da 69 anni», precisano, vendono la loro genuina mercanzia lungo le stradine del borgo di San Giuseppe, zona ospedale, dove hanno montato la loro protesta. Dal lunedì al sabato sono operativi i venditori di frutta e verdura, il venerdì l'area mercatale si amplia per fare posto anche ad altre tipologie di vendita, scarpe, borse, abbigliamento. Ieri, figli e padri, tra i 20 e i 70 anni, hanno lasciato i campi per un giorno e sono scesi a Pescara da Cavaticchi, Castellana, Cepagatti, Vallemare, Francavilla, Villanova, per far sentire la loro voce in piazza: «Non ce la facciamo più, dobbiamo lavorare, stiamo buttando quintali di frutta e verdura nei rifiuti, un danno incalcolabile», parla per tutti Lorenzo Bosi, 35 anni di Cavaticchi, «come stanno facendo gli altri ambulanti che a mano a mano riaprono le attività, anche noi potremmo mettere i banchi distanziati di cinque metri, almeno qualcosa riusciamo a vendere. La nostra clientela è composta, in gran parte, dalle 2mila famiglie del borgo che aspettano il nostro ritorno. Peraltro, a inizio anno abbiamo anche pagato la tassa 2020 del suolo pubblico, qualche migliaio di euro, ma non ne abbiamo usufruito, perché siamo rimasti in casa come tutti. Il Comune vorrebbe fare il bando per le assegnazioni delle aree, ma potrebbero volerci mesi e noi non possiamo aspettare così tanto. Gli altri mercati stanno riaprendo, perché noi no?». La risposta è arrivata a stretto giro dall'assessore al Commercio, Alfredo Cremonese, che in tarda mattinata ha ricevuto i manifestanti in Comune e ha spiegato loro che «sono in corso le procedure di messa in sicurezza dell'area mercatale, secondo le normative anti Covid, e la regolarizzazione di molti ambulanti privi di permessi idonei alla vendita». Immediatamente dopo, si è messo «subito al lavoro per sbloccare la situazione e permettere agli ambulanti di tornare presto al lavoro». Quello della regolarizzazione dei commercianti di via Monti Aurunci, è un passaggio cruciale, come spiega Cremonese che ieri pomeriggio ha «attivato gli uffici tecnici comunali» per arrivare a capo di una situazione che da decenni vede il passaggio del testimone del banco vendita, da padre in figlio, «senza una regolare assegnazione dei posti. Dobbiamo avviare un censimento per regolarizzare chi non ha i titoli. Successivamente, si procederà alle riassegnazioni dei posti e alla delimitazione delle aree per i commercianti, ai quali ho spiegato la situazione e ci siamo lasciati con cordialità. Farò il possibile affinché possano tornare al lavoro in tempi brevi».

