Protesta sotto la Regione «Vergogna, dateci i soldi»

3 Novembre 2015

La rabbia delle dipendenti senza stipendio, occupato il Comune di Abbateggio

PESCARA. Sono tornate in viale Bovio per protestare sotto la sede della Regione: «Vergogna vergogna», hanno urlato mentre, nell’ufficio di D’Alfonso, era in corso una riunione per contare i fondi. Ieri, è stato scritto un altro capitolo della protesta delle 65 dipendenti dell’azienda speciale Maiella e Morrone, senza stipendio da 11 mesi. Una giornata che si è chiusa senza le certezze chieste dalle lavoratrici che assicurano i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara e che non possono neanche fermarsi perché rischierebbero una denuncia per interruzione di pubblico servizio: per ora, ci sono solo speranze che «presto» siano pagati 6 stipendi.

Ma ai dipendenti, quasi tutte donne, non bastano altre promesse e hanno deciso di portare avanti la protesta: dopo una settimana di occupazione del Comune di Manoppello, sede della conferenza dei sindaci dell’ambito sociale 35, le dipendenti hanno deciso di accamparsi nella sala consiliare di Abbateggio.

«Un posto simbolico», secondo Monica De Thomasis, sindacalista della Ui. Perché il sindaco è Antonio Di Marco del Pd, che è anche presidente della Provincia: in base ai calcoli dell’ambito sociale 35, fino alla scorsa settimana e solo per il 2015, il Comune di Abbateggio aveva 10 mila euro di debiti con la Maiella e Morrone. Per le cifre della Provincia, Di Marco ha assicurato ai dipendenti dell’azienda che l’ente è puntuale nei pagamenti alla Maiella e Morrone ma, durante la riunione di ieri, si è parlato anche di debiti della Provincia.

«Non crediamo più alle promesse», dice Patrizia Trebini, della Cgil, «questa situazione è dovuta a responsabilità molteplici di chi doveva fare e non ha fatto, di chi doveva intervenire e non è intervenuto».

Mentre, i lavoratori protestavano, il presidente Pd Luciano D’Alfonso incontrava gli assessori regionali Pd Marinella Sclocco e Donato Di Matteo (direttore generale dell’azienda tra il 2009 e il 2014), l’amministratore unico Oscar Pezzi, il legale dell’azienda Sergio Della Rocca e il presidente della Conferenza dei sindaci, l’assessore di Manoppello Sandro Petaccia. «Si tratta di una partita complessa che vede infatti coinvolti in prima linea», dice D’Alfonso, «i 16 Comuni della Val Pescara che beneficiano dai servizi dell’azienda, gran parte dei quali si è impegnata, nei giorni scorsi, a pagare tutte le competenze fino al bimestre settembre-ottobre. È stato calcolato», afferma il presidente, «che per far fronte al pagamento degli stipendi, al netto dei contributi previdenziali e di altre voci, occorrerà reperire risorse per almeno 350 mila euro. Dalla Regione, a tal proposito, arriveranno nei prossimi giorni circa 210 mila euro. Dai 16 Comuni dovrebbero essere recuperati circa 179 mila euro per la sola annualità 2015. Al momento, ci sarebbe, quindi, disponibilità di risorse per pagare 6 mensilità pari a 254 mila euro». Ma il destino dell’azienda è legato a quello del suo proprietario, la comunità montana Maiella e Morrone, un ente in liquidazione, esposto con Equitalia.

Ma l’avvocato Della Rocca punta a liberare anche altre somme. Della Rocca, ieri, ha presentato un’istanza urgente per revocare un sequestro di 43 mila euro legato a un’inchiesta della procura per l’omesso pagamento dell’Iva, affidata alla pm Barbara Del Bono.

Per due pignoramenti scattati dopo le cause vinte da due ex dipendenti, Della Rocca potrebbe cercare di arrivare a delle transazioni per chiudere i casi e rimettere le mani sui fondi. Non c’è accordo, finora, con il Consorzio industriale Val Pescara per il terzo pignoramento che blocca i conti: per ora, il Consorzio non vuole fare sconti e vuole l’intera somma dell’affitto non pagato per la sede di Alanno.

Per il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, i lavoratori della Maiella e Morrone sono «vittime della politica»: «Ancora una volta i dipendenti vengono mandati a casa con una serie di promesse e tanta speranza. È assurdo che dopo il salvataggio di Abruzzo Engeneering, dell’Aeroporto d’Abruzzo e dell’Isa con stanziamenti di milioni di euro si lascino i dipendenti della Maiella e Morrone senza nemmeno un euro per acquistare i beni di prima necessità. Non riusciamo a concepire la teoria dei figli e figliastri», continua Pettinari, «questo stato di fatto per i dipendenti è tutta responsabilità di una politica assente, che ha visto nelle realtà come la Maiella e Morrone solo un bacino di voti, lasciando poi le persone in mezzo a una strada. La Regione veloce, prima ancora dei ponti in mare e degli eventi per promuovere l’immagine dell’Abruzzo all’Expo pensi a garantire la sopravvivenza dei propri cittadini. Mi unisco ai dipendenti: basta promesse».

Per il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri, i fondi in arrivo basteranno a pagare un solo stipendio arretrato: «Sarà come curare la polmonite con l’aspirina». Replica il consigliere regionale Pd Alberto Balducci: «Dopo una prima mensilità, tra pochissimi giorni, i dipendenti ne avranno altre 5».

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