Prova a prendere i gioielli ma l’allarme lo fa fuggire: altro tentato furto in centro, ora scoppia il caso sicurezza

3 Ottobre 2026

Spaccata da Manù Fatto, in via Carducci: il ladro è stato costretto a scappare. Vianale (Confartigianato): «Basta, la polizia locale non serve solo a fare multe, necessari più controlli»

PESCARA. Ha provato a sfondare la vetrina. Nel tentativo di arraffare i gioielli esposti si è anche tagliato una mano, ma alla fine l’allarme scattato lo ha fatto scappare. È quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì quando qualcuno ha tentato di rubare all’interno del negozio di alta bigiotteria Manù Fatto, su via Carducci, a pochi passi da piazza Salotto. Il tentativo di effrazione è avvenuto tra le 3.30 e le 4. Per provare a sfondare la vetrina sono state utilizzate due pietre, rinvenute all’interno del locale. La vetrina in un punto in particolare si è rotta e così il malvivente ha infilato la mano, provando a portarsi via i gioielli posizionati sugli espositori. Durante quella manovra, l’uomo si è ferito, tanto che sono state trovate anche tracce di sangue, e una parte dell’espositore è caduta, facendo così scattare il sistema di allarme del negozio, che ha messo in fuga il malintenzionato.

«Purtroppo non abbiamo telecamere esterne», spiega la titolare e designer Manuela Paolemilio. «Non è stato rubato nulla, fortunatamente. Già oggi (ieri per chi legge, ndc) ho provveduto a far sostituire la vetrina, soprattutto per una questione di sicurezza dei clienti e dei passanti. Questa zona è sempre stata bersagliata da barboni spesso ubriachi e molesti. Più volte abbiamo trovato nei paraggi persone che dormivano sui cartoni o facevano i propri bisogni. Da qualche mese però l’area si è molto ripulita tanto che non si sono visti più i soliti clochard. Tuttavia se non ci sono leggi più pesanti non andremo da nessuna parte, perché il sistema non funziona. Chi delinque non può stare a piede libero poco dopo. Questo è il problema principale».

L’episodio avvenuto nel negozio di Manù Fatto allunga la lista di furti e rapine che nell’ultima settimana hanno colpito Pescara. Appena due sere fa, è stata la cornetteria NumberOne in via Gabriele d’Annunzio di Massimiliano Fedele e la moglie Matilde Barbuscia a subire una rapina con tanto di fucile. E a pochi passi la pasticceria Caprice le cui fioriere sono state vandalizzate. Ancora prima è stato registrato il furto all’alba di martedì nel bar L’Ora del Caffè di via Paolucci vicino all’ospedale, di cassa e bottiglie. Nella notte tra domenica e lunedì, due malviventi hanno mandato in frantumi il vetro di una delle porte di ingresso della macelleria di viale Bovio Butchery. Sono riusciti a portarsi via carni di pregio frollate per un valore di duemila euro e i soldi contenuti nella casa.

Sull’allarme sicurezza è intervenuta anche Confartigianato, attraverso il direttore Fabrizio Vianale che ha lanciato un appello diretto al sindaco Carlo Masci «di farsi promotore, attraverso le sedi istituzionali competenti, della convocazione di una seduta straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per affrontare in modo specifico la situazione di Pescara e individuare interventi concreti. Allo stesso tempo», aggiunge Vianale. «riteniamo che la polizia municipale non può essere percepita soltanto come l’organo che eleva multe: servono presenza, prevenzione e controllo, soprattutto nelle zone e nelle fasce orarie dove gli operatori segnalano maggiori criticità. Gli operatori ci segnalano da tempo che, quando le attività sono ancora aperte e aumenta la presenza di persone, i controlli non sempre risultano adeguati».

«Non vogliamo creare allarmismo, ma prendere atto di una preoccupazione reale. Chi lavora fino a tarda sera deve poter contare su una presenza sul territorio adeguata alle esigenze di quelle fasce orarie». L’associazione annuncia anche la volontà di chiedere un incontro al «prefetto di Pescara per fare il punto sulla situazione e verificare quali interventi possano essere adottati. Il nostro obiettivo è ottenere risposte concrete per chi ogni giorno apre la propria attività e lavora fino a tarda sera. Non servono proclami, ma un coordinamento più efficace tra le istituzioni e una presenza reale sul territorio», conclude Vianale.

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